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SETTIMANA LITURGICA

La centralità dell’aspetto comunitario nella vita di fede cristiana

Terza giornata caratterizzata dal dibattito tra don Belli e don Falabretti, al centro il rapporto tra liturgia e mondo giovanile

La Provincia Redazione

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25 Agosto 2021 - 15:51

La centralità dell’aspetto comunitario nella vita di fede cristiana

CREMONA - Con il dibattito tra don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di pastorale giovanile, e don Manuel Belli, docente di Sacramentaria, si è conclusa la terza mattinata di lavori della 71esima Settimana Liturgica Nazionale, ospitata quest’anno a Cremona. Tema del giorno, la diversità nella liturgia, declinata su più fronti grazie anche ai contributi di dell’arcivescovo vicegerente di Roma, mons. Gianpiero Palmieri, e di Anna Morena Baldacci, docente di Liturgia presso la Pontificia Università salesiana di Torino, che hanno aperto la mattinata.

Ad aprire l’incontro in Cattedrale, come di consueto, la preghiera delle Lodi, presieduta  in questa terza giornata dal vescovo emerito di Cremona, mons. Dante Lafranconi, che ha ribadito la bellezza del «riunirsi a celebrare il Signore, così da nascondere la divisione dei nostri cuori».

Divisione che è stata individuata da mons. Palmieri come pericolo da cui guardarsi «in un contesto sociale in cui la diversità la fa da padrona». Proprio per questo motivo l’arcivescovo vicegerente di Roma, nel video inviato dalla Capitale, ha invitato le centinaia di fedeli in ascolto – sia in presenza, che in diretta streaming – a «scorgere nella liturgia una grande occasione di unità e condivisione, riscoprendo il grande valore della diversità, che è risorsa più che limite».

La valorizzazione della differenza è stata posta al centro anche della relazione della professoressa Baldacci che, riflettendo sulla ministerialità nella Chiesa, ha voluto ribadire l’esigenza di un «rito che diventi un luogo ospitale, capace di far vivere esperienze di bellezza e condivisione, uno spazio che ciascuno si sente chiamato ad abitare nella libertà del proprio ministero, facendo tutto e solamente ciò che gli compete».

L’invito a ravvivare la liturgia, poi, è giunto in maniera chiara e puntuale dal dibattito tra don Belli e don Falabretti, che ha posto al centro il rapporto tra liturgia e mondo giovanile. Da entrambi, infatti, è stata evidenziata l’importanza di avere comunità capaci di celebrare con i giovani, con un liturgia che sia in grado di parlare un linguaggio che anch’essi possono comprendere.

Comunità, liturgie e territori, posti come sottotitolo della 71esima Settimana Liturgica Nazionale, sono effettivamente entrati in modo diretto nelle relazioni proposte durante la terza giornata di lavori. Tutti i relatori intervenuti, infatti, hanno messo in luce la centralità dell’aspetto comunitario nella vita di fede cristiana, sottolineando come anche la liturgia non possa prescindere dal contesto sociale, il quale, innegabilmente, è condizionato anche dalla territorialità. Allo stesso tempo, però, è stato più volte evidenziato come la liturgia sia terreno di unificazione, e la presenza di così tanti laici, religiosi e religiose, sacerdoti e vescovi che seguono la Settimana Liturgica da tutt’Italia ne è il segno più evidente.

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