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LA CRISI IN AFGHANISTAN

Ore di speranza per Loqman e Ramazan: Cremona è più vicina

La coppia di 30enni è in coda all'aeroporto di Kabul in attesa di poter salire a bordo di uno degli aerei cargo

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

25 Agosto 2021 - 06:20

 Ore di speranza per Loqman e Ramazan: Cremona è più vicina

CREMONA - Hanno trascorso la notte all’aperto, vicino alla rete che li separa dall’aeroporto, Loqman Niazai e Ramazan Ahmadzai, i due trentenni afghani residenti a Cremona che stanno cercando disperatamente di abbandonare l’Afghanistan. Sono insieme alle loro famiglie e ad altre migliaia di persone che si accalcano nell’Abbey Gate dell’aeroporto internazionale di Kabul, diventato l’unica via di uscita dal Paese. La situazione sta diventando di ora in ora sempre più difficile con i militari occidentali, tra i quali quelli dell’esercito italiano, impegnati a mantenere accessibile la porzione di terreno che comunque è controllato a vista dai talebani, sempre più insofferenti alla presenza degli stranieri nella loro terra riconquistata.

L’altro ieri l’ultimatum diretto agli Usa: «Se non ve ne andrete entro il 31 agosto reagiremo», ribadito 24 ore dopo in conferenza stampa dal portavoce Zabihullah Mujahid: «Nessuna dilazione della deadline stabilito nell’accordo con gli Usa. Non impediremo l’uscita dei cittadini stranieri, ma gli afghani devono restare qui». Abbastanza per gettare nello sconforto chi sta cercando di fuggire. Il  rischio ulteriori per i due <cremonesi, adesso, è che gli «studenti coranici» possano bloccare l’aeroporto con la forza.  «Per ora stiamo bene e stiamo ancora aspettando - scrive in un messaggio Ramzan -. Abbiamo paura, c’è tensione ma dobbiamo stare qui».

Anche le comunicazioni stanno diventando difficili. Internet va e viene, i cellulari si stanno scaricando e comunque si cerca di usarli il meno possibile per non dare nell’occhio: anche solo per questo i talebani sono disposti a sparare e a uccidere, come capitato in città e in alcuni villaggi. Loqman e Ramzan aspettano di essere chiamati, contattati da chi può garantire loro l’accesso all’aeroporto e farli salire a bordo degli aerei cargo messi a disposizione dai vari Paesi occidentali. «I militari italiani si stanno dando molto da fare - afferma Rosanna Ciaceri, presidente di immigrati Cittadini di Cremona che dall’Italia sta cercando di aiutare i due ragazzi e molti altri come loro attivando i canali diplomatici, stilando liste con nominativi da passare alle ambasciate -. Ora, si tratta di ore: nel marasma è difficile individuare le persone e i collegamenti sono difficili. Restiamo in attesa fiduciosi che tutto si risolva per il meglio».

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