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Mense aziendali: "Rifiutare il Green pass è un grave danno per la collettività"

Il presidente provinciale Stefano Allegri: "Dobbiamo mettere subito in sicurezza tutti gli ambienti di lavoro"

Andrea Gandolfi

Email:

agandolfi@laprovinciacr.it

25 Agosto 2021 - 06:00

Mense aziendali: "Rifiutare il Green pass è un grave danno per la collettività"

CREMONA - Mentre il Governo, per voce del sottosegretario alla Salute Andrea Costa, chiede di «chiudere il discorso smart working per permettere all’Italia di ripartire in sicurezza, estendendo l’obbligo del Green pass ad altre categorie come quella della pubblica amministrazione», nel mondo produttivo e sindacale proprio il tema del Green pass, della sua necessità per accedere alle mense aziendali e dell’obbligo vaccinale continua a monopolizzare la discussione. Ieri i presidenti nazionali di Confindustria, Carlo Bonomi, e di Confapi, Maurizio Casasco, hanno scritto ai leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil chiedendo un incontro su questi e altri temi; mentre il presidente di Confindustria Cremona, Stefano Allegri, ribadisce la posizione dei suoi associati.


«Dopo la Faq del 14 agosto scorso il Governo ha chiarito che l’obbligo di esibire una delle certificazioni verdi Covid-19 si applica anche alle mense aziendali e, ad oggi, credo che questo sia da considerarsi lo strumento principe per garantire la sicurezza dei lavoratori e delle aziende nell’ottica dell’auspicato ritorno alla normalità. A tutti, ma soprattutto ai più fragili; visto che sono poche le persone che non possono vaccinarsi, ma che hanno tutto il diritto di sentirsi sicure sul posto di lavoro. Non vaccinarsi e rifiutare il Green pass è un grave danno per la collettività, e il tempo sta correndo molto velocemente; al punto che con questi tassi di trasmissibilità del virus non ci possiamo focalizzare solo sulle mense ma anzi dobbiamo mettere in sicurezza tutti gli ambienti di lavoro e dobbiamo farlo subito. Ogni giorno perso è un rischio in più per l’autunno che si avvicina. È evidente che l’esigenza di sicurezza nei luoghi di lavoro è ora coerente con la disponibilità del vaccino, del Green pass e con la necessità di elevare il livello della lotta al virus disponendo di tutte le armi a disposizione. Quindi auspichiamo non il superamento dei protocolli, ma l’integrazione delle misure originarie con quelle più efficaci ed aggiornate. Un’evoluzione doverosa al sistema dei protocolli che continuano a svolgere il proprio ruolo; ma sarebbe miope non integrarne l’efficacia, a fronte di varianti del virus maggiormente trasmissibili, con uno strumento oggi ampiamente disponibile e dall’efficacia ormai riconosciuta. La nostra associazione ha fornito consulenza sul tema per svariate aziende del territorio con la volontà di adeguarsi alle indicazioni governative, distinguendo, tra l’altro, il caso di realtà con mense aziendali da quelle che mettono a disposizione spazi comuni per consumare il proprio pasto».

Con un altro fronte aperto, il tema della privacy: «È tutelata, visto che sono diverse le modalità per ottenere la certificazione: doppia dose, ma anche guarigione o tampone — precisa Allegri —. Insomma: in un momento come questo il vaccino è l’unica risposta forte a una pandemia che, purtroppo, c’è ancora; e nessuno di noi - lavoratori, aziende o privati cittadini - può permettersi che si fermi ancora una volta il Paese. In sintesi, a fronte degli oltre 128.000 morti che ci sono stati, parlare oggi dell’efficacia del Green pass è riduttivo e scontato; il grosso rischio è che questo ritardo sulla valutazione in merito alla necessità di applicare o meno il Green pass per l’accesso al luogo di lavoro aumenti la possibilità di una quarta ondata che non ci possiamo permettere. Né sul piano sanitario né su quello economico».

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Commenti all'articolo

  • mimosine

    25 Agosto 2021 - 15:18

    Affermazioni gravi da denuncia penale

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