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CAMBIO AL VERTICE

Stefano Allegri è il nuovo presidente degli Industriali

"La nostra associazione è la casa di tutti coloro che silenziosamente e operosamente fanno grande Cremona nel mondo"

La Provincia Redazione

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23 Giugno 2021 - 20:53

Stefano Allegri è il nuovo presidente degli Industriali

Il passaggio di consegne tra Francesco Buzzella e Stefano Allegri

CREMONA - «È con grande piacere ed emozione che sono qui oggi a dare la mia disponibilità a ricoprire un incarico importante e delicato»: è stato un esordio con promessa di impegno totale per il futuro, quello del nuovo presidente dell'Associazione Industriali della provincia di Cremona, Stefano Allegri, che prende il posto di Francesco Buzzella. Allegri è partito dal suo passato: «Ho fondato l’azienda della quale sono amministratore unico - il Panificio Cremona Italia - nel 2005. Abbiamo tre siti produttivi con 50 dipendenti, ed i nostri mercati di riferimento sono la distribuzione organizzata il settore aereo e l’Ho.re.ca. Voglio condividere con voi quello che è stato il mio percorso di avvicinamento alla nostra associazione, per arrivare ad un punto che ritengo importante valorizzare nel prossimo mandato: nel 2000, il Politecnico di Milano assieme al Gruppo Giovani di Assolombarda aveva promosso un concorso che prevedeva la premiazione di un progetto di business plan, in grado di trasformarsi poi in una start up produttiva. Ebbi la fortuna di vincerlo. Il primo premio consisteva in una somma in denaro sufficiente per aprire la partita Iva con il supporto di un consulente: in un corso di formazione, utilissimo, per imprenditori alle prime armi; ed in un anno di iscrizione gratuita al gruppo giovani di Assolombarda».

I NUMERI DEL SETTORE. «Se la nostra associazione di Cremona rappresenta tutto questo per un imprenditore e per il territorio, è importante ricordare cosa rappresentiamo a livello nazionale: con 110 anni di storia, siamo la prima associazione di categoria del mondo; contiamo 216 organizzazioni associate, rappresentiamo oltre 150 mila imprese, che producono il 34% del pil italiano e il 70% di quello manifatturiero; contribuiamo al 50 del gettito fiscale e diamo lavoro ad oltre 5 milioni e mezzo di persone (un terzo del totale degli occupati del Paese). Siamo impegnati ogni giorno a rappresentare tutti gli associati nell’interesse del Paese, perché solo un paese con un sistema economico forte può mantenere o ritrovare la strada della crescita».


MISSIONE KNOWLEDGE ECONOMY. «La battaglia contro la pandemia non è terminata; possiamo però ripartire, perché il Covid ha dato a tutto un nuovo assetto permettendoci di individuare nuove strategie. Il cambiamento è inevitabile, ed anche la macchina pubblica oggi non vi si può sottrarre. Dovremo puntare ad una knowledge economy, perché la conoscenza ed il sapere specialistico sono le armi distintive. Oggi, con gli investimenti che grazie alla Fondazione Arvedi Buschini, si sono resi possibili con il Campus di Santa Monica e con quelli che a breve coinvolgeranno il Politecnico, potremo davvero essere sia un punto di riferimento per l’offerta formativa che un luogo di attrazione per le nuove generazioni. Oltre all’offerta universitaria, sarà fondamentale la formazione post diploma, cioè gli ITS che con la cosmesi e la meccatronica saranno un modello vincente per battere il mismatch fra domanda ed offerta di lavoro. Insomma, dovremo investire non più sulla manodopera ma sulle ‘testedopera’, perché l’attenzione sarà sempre più focalizzata sulle competenze».


LEADERSHIP CREMONESE. «Avremo anche una serie di elementi e condizioni che ci renderanno ancora più autorevoli: mi piace ricordare che al nostro Francesco Buzzella è stata chiesta la disponibilità per la presidenza di Confindustria Lombardia. Sarà la prima volta che la nostra associazione andrà a ricoprire questo ruolo. Al nostro Corrado La Forgia andrà, domani, la vicepresidenza di Federmeccanica, con una delega all’innovazione ed alla transizione 4.0. Il nostro collega Renato Ancorotti è stato riconfermato alla guida dell’associazione nazionale di Confindustria sulla cosmesi. E non dimentichiamo che il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, oltre che essere un amico ha origini cremasche».

IL PROGRAMMA E LE DELEGHE. «Un programma operativo e dettagliato vorrei costruirlo con chi mi affiancherà. In questa sede mi soffermo sulle deleghe che intendo assegnare alla squadra di presidenza. Parto da quelle che vorrei tenere per me: quella ai rapporti sindacali, perché le parti sociali hanno l’obbligo di parlare di futuro, e con i sindacati vorrei parlare di una nuova visione del lavoro, superando i vecchi schemi incomprensibili; e quella al credito: perché la liquidità è un mezzo indispensabile per permettere alle imprese di svolgere la loro attività e programmare gli investimenti, e lo sarà ancora di più nel periodo post Covid. Per questo il confronto con le banche dovrà essere operativo e continuativo. Vorrei poi assegnare una delega specifica a seguire l’evoluzione del Masterplan 3C, con i numerosi progetti che esso avvierà nel momento in cui verrà definita l’associazione temporanea di scopo; una all’innovazione, perché la crescita e lo sviluppo delle imprese passano dalle nuove conoscenze e tecnologie e da una consapevolezza digitale. Poi una delega alla formazione: un ‘plus’ fondamentale ed allo e stesso tempo un ambito nel quale possiamo essere un player ancora più importante. In questi anni abbiamo dimostrato la qualità delle nostre proposte, ed adesso che Assindustria servizi ha anche raggiunto la certificazione di qualità possiamo sostenere ulteriormente i nostri associati nei migliori corsi di formazione. Ci sarà anche una delega all’internazionalizzazione: perché conoscere i mercati, le regole, i vincoli e le opportunità sarà sempre più indispensabile anche per una piccola impresa. Ed ancora, una delega all’energia ed all’economia circolare, le sfide più importanti che l’Ue ed i singoli Stati membri vogliono affrontare. Una delega al marketing associativo (sarà importante far conoscere meglio la nostra associazione ed avvicinarla ancora di più agli associati ed ai non associati); una ai rapporti con la scuola, da sempre affidata ai giovani industriali; una ai problemi specifici della piccola industria ed agli strumenti utili a favorirne la crescita. Infine, una delega specifica a gestire la Fondazione destinata a sostenere le nuove generazioni (dunque startupper, ricercatori e giovani in generale)».

RENDIAMO CREMONA GRANDE NEL MONDO. «Cari colleghi - ha concluso Allegri - la nostra associazione è la casa di tutti coloro che silenziosamente e operosamente, ogni giorno, producono, inventano, esportano, fanno grande Cremona nel mondo. Io credo profondamente in queste imprese, piccole o grandi che siano. A tutte indistintamente dedicherò le mie energie, perché possano crescere, conquistare nuovi mercati, dare lavoro, costruire benessere. Questa è la mia missione. Spero di poter contare sulla vostra fiducia ed il vostro supporto».

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