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ADOLESCENTI A RISCHIO

Alcol, sempre più ragazze finiscono in ospedale

Malori per studentesse di 15 e 16 anni. Il vicequestore Pagani: «Il consumo di alcolici tra i giovani è un fenomeno in crescita»

Cristiano Mariani

Email:

cmariani@laprovinciacr.it

24 Agosto 2021 - 06:20

Alcol, sempre più ragazze finiscono in ospedale

CREMA - A una settimana dal Ferragosto alcolico, terminato per due studentesse cremasche su un lettino del pronto soccorso e con l’ago di una flebo infilato nel braccio, scattano le denunce. Ma anche la sospensione della licenza e salate contravvenzioni. Perché una delle ragazze, di anni ne ha solo quindici. E chi le ha servito da bere, una barman di San Giuliano Milanese, rischia ora fino a un anno di carcere. Esattamente come il titolare del pub dell’hinterland metropolitano.

Tre giorni con la saracinesca abbassata, invece, per il locale di Offanengo dove aveva bevuto, pare tre cocktail di fila nel corso di una festa di compleanno, la 16enne. Nel suo caso, infatti, i 12 mesi in più fanno la differenza: per legge, chi le ha riempito il bicchiere incorre solo in «provvedimenti amministrativi». 

Il consumo di alcolici tra i giovani è un fenomeno sempre più rilevante

Due distinti, quindi, gli episodi su cui hanno fatto luce, nelle ultime ore, gli investigatori del Commissariato di polizia. Malori accusati in sere diverse, seppur ravvicinate, ma accomunati dalla tappa al padiglione di urgenza del Maggiore per gli effetti della sbornia.

«Il consumo di alcolici tra i giovani — ammette il vicequestore Bruno Pagani, al vertice degli uffici di pubblica sicurezza di via Macallé — è un fenomeno sempre più rilevante. E provoca conseguenze deleterie. Ne abbiamo registrato un aumento nell’ultimo anno, soprattutto nella fascia fra i 14 e i 17 anni, in particolare tra le ragazze».

Spirito di emulazione, voglia di trasgredire, ma non solo: «L’emergenza della pandemia — analizza il dirigente del Commissariato — con le conseguenti restrizioni, non ha fatto altro che aggravare i casi di abuso, evidentemente una reazione all’ansia».

Da parte sua, Pagani ha chiesto ai sindaci dei Comuni in cui si trovano i bar, al centro delle due vicende, di firmare provvedimenti per la temporanea sospensione della licenza ai locali. «Da Offanengo — spiega il vicequestore — la risposta è stata molto rapida». «La normativa al riguardo — aggiunge — fortunatamente è molto puntale: se si serve alcol a chi abbia meno di 16 anni si incorre in un reato; se l’età del minore è superiore, la contravvenzione va invece da 250 a mille euro. Ma se la violazione si ripete, scatta la chiusura dell’esercizio da due settimane a tre mesi».

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