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Ecco la nuova Armaguerra: così si sposta l'asse commerciale

Le associazioni dei commercianti esprimono preoccupazione per i destini del centro storico

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

23 Agosto 2021 - 18:04

Ecco la nuova Armaguerra: così si sposta l'asse commerciale

CREMONA - Da una parte, occasione di sviluppo, lavoro e riqualificazione urbana; dall’altra, ombra preoccupante per residenti, ambientalisti e commercianti in ginocchio per la crisi amplificata dalla pandemia, la concorrenza dei giganti del web e uno sviluppo urbanistico che nei fatti penalizza il centro storico fino al rischio di ‘ucciderlo’. Prende corpo in un clima segnato anche da polemiche e preoccupazioni la nuova Armaguerra, 40 mila metri quadrati in fregio alla tangenziale per lunghi anni sinonimo solo di degrado e abbandono ed ora teatro di un cantiere che procede a pieno ritmo e, almeno sulla carta, dovrebbe concludersi all’inizio di novembre.

15 MILA MQ DI NUOVA EDIFICAZIONE

Al posto della vecchia fabbrica di armi, stanno sorgendo le strutture destinate ad ospitare il nuovo supermercato Lidl (destinato quindi ad un breve trasloco dalla sede attuale di via Castelleone, dove si renderà così disponibile un altro spazio che potrebbe avere a sua volta destinazione commerciale), ma anche altri esercizi commerciali: tra questi, un negozio di abbigliamento, attività di ristorazione, bar, punti vendita di arredo, piante e fiori, negozi dedicati al fai da te e non solo. Su un totale di 40 mila metri quadrati interessati dall’intervento edilizio, 15 mila saranno di nuova edificazione e prevederanno tre diversi edifici (uno sarà - appunto - quello dello store Lidl). Strutture che verranno inserite in un contesto moderno, progettato per favorire la migliore integrazione possibile con il tessuto urbano circostante: sul piano ambientale (in termini di dotazione di verde) e viabilistico (parcheggi e piste ciclabili pensate per sfruttare anche i collegamenti già esistenti con il quartiere Cambonino: l’attuale sottopasso dell’Itis verrà prolungato fino ad arrivare all’interno della nuova area).

L'IMPATTO SU TRAFFICO E COMMERCIO

Un’operazione destinata ad incidere fortemente su strutture e flussi viabilistici che graviteranno attorno alla rotonda della Paullese, sempre più epicentro e punto di accesso e smistamento verso un numero crescente di esercizi e centri commerciali di grandi dimensioni. In prospettiva, il risultato sarà anche quello di accelerare vistosamente lo spostamento dell’asse commerciale di Cremona verso la zona nord ovest, dove altri spazi significativi sono o stanno per arrivare sul mercato, pronti ad alimentare loro malgrado l’apparentemente inarrestabile cannibalismo che segna ormai da tempo la lotta senza quartiere tra le grandi catene di distribuzione.


CONFCOMMERCIO

«Siamo un po’ delusi. Tutte queste nuove aperture non aiuteranno certamente il centro storico — commenta Marco Stanga, vicepresidente di Confcommercio Cremona e presidente di Federmoda —. Poi ci aspettavamo e continuiamo ad aspettarci interventi importanti nel cuore della città, per metterci in condizione di competere ad armi pari con i prossimi nuovi arrivati. Penso a parcheggi, arredo urbano, pulizia, illuminazione. Tutti aspetti in ordine ai quali oggi la situazione del centro storico è francamente imbarazzante. Magari possono sembrare banalità ma non lo sono affatto, e in un senso o nell’altro possono fare la differenza in termini di capacità attrattiva: non solo di visitatori e potenziali acquirenti, ma anche di altri insediamenti commerciali in grado, per la loro qualità, immagine e ‘forza’ riconosciute, di fare da traino a favore di una determinata zona».

CONFESERCENTI

Non fa sconti Giorgio Bonoli, direttore di Confesercenti: «Credo che non si possa più chiudere gli occhi davanti al problema del centro storico — commenta —. Nulla da dire né contro la libertà d’iniziativa né contro l’amministrazione comunale, perché è vero che quanto sta prendendo corpo dipende da scelte precedenti. C’è però un evidente problema di programmazione urbanistica con il quale bisognerebbe fare i conti. L’offerta commerciale della città si sta spostando in modo sempre più massiccio nella zona nord ovest, dove tra l’altro sono ancora disponibili altre aree e c’è la possibilità di mettere in campo superfici commerciali maggiori. La concentrazione è fortissima ed in continua crescita, lo squilibrio rispetto al centro sempre più evidente».

ASVICOM

«Abbiamo discusso di questo insediamento nelle varie occasioni di consultazione e confronto con il Comune dando il nostro parere negativo — ricorda il presidente di Asvicom, Berlino Tazza —. Recuperare un’area dismessa è sempre una buona cosa, ma non capiamo perché l’unica modalità possibile debba essere quella di una destinazione commerciale. Così ogni volta si va a indebolire il centro storico, il suo tessuto commerciale di prestigio e l’offerta nei confronti dei residenti. Rischiando di incentivarne la desertificazione, con meno servizi anche per gli anziani e la diminuzione del valore degli immobili».

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