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LO STUDIO DEL CERVED

Sanità, Cremona terza in Italia

La provincia brilla anche per la gestione dei rifiuti e per gli investimenti in innovazione

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

21 Agosto 2021 - 06:00

Sanità, Cremona terza in Italia

CREMONA - Una città e una provincia che sanno resistere, sanno soffrire, sanno ripartire. È il ritratto del territorio cremonese che emerge dal «Rapporto Italia Sostenibile 2021» stilato da Cerved. Lo studio, che contiene una massa di dati impressionante, si muove lungo tre direttrici - sostenibilità economica, sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale - a loro volta suddivise in una ventina di aree. Non manca un capitolo dedicato all’impatto del Covid sulle varie province.


IL QUADRO GENERALE

Nel foglio che riassume le performance provincia per provincia, il ranking di sostenibilità generale, Cremona occupa la 27ª posizione, frutto della sommatoria di dati lusinghieri, di alcune cose che sorprendono e di tante conferme. Sempre in termini di sostenibilità generale, da segnalare la presenza di sole province del Nord nelle prime cinque posizioni (nell’ordine Bolzano, Bologna, Milano, Reggio Emilia e Trento) e di cinque province del Sud (tutte in Sicilia e Calabria) in coda alla classifica (Vibo Valentia, Siracusa, Trapani, Agrigento e Crotone)


L'ECONOMIA

Nel ranking di sostenibilità economica, Cremona conferma nella sostanza la posizione ricoperta nella classifica generale: occupa la 29ª posizione, con i vertici e la coda della classifica ancora spartiti tra Nord (Milano, Bologna, Trieste, Genova e Torino, il triangolo industriale conta ancora qualcosa) e Sud (Nuoro, Sud Sardegna, Trapani, Agrigento e Caltanissetta). Le voci che determinano questo punteggio sono la capacità produttiva (36ª posizione), investimenti e innovazione (6ª posizione), trasformazione digitale (68ª), competitività (4ª), solidità delle imprese (13ª), reti di trasporto (70ª), infrastrutture (40ª). Emergono chiaramente i due ambiti su cui la provincia deve lavorare per fare un salto di qualità produttivo: reti di trasporto da potenziare e trasformazione digitale sulla quale è necessario lavorare con maggiore determinazione. Il divario tra centri urbani e rurali pesa.


LA SOCIETÀ

Dal ranking di sostenibilità sociale arrivano le prime, importanti conferme legate ad alcune peculiarità cremonesi. Ma anche qualche sorpresa negativa. La posizione in classifica migliora (qui Cremona occupa la 22ª posizione) grazie ad alcuni punti di forza: salute e sistema sanitario (3ª posizione), fragilità sociale (33ª posizione), assistenza alle famiglie (28ª posizione), ricchezza delle famiglie (26ª posizione). Allo stesso tempo la provincia occupa una posizioni decisamente poco lusinghiera su una voce rilevante quale la Condizioni degli anziani (al 52º posto in Italia).

L'AMBIENTE

Nel ranking di sostenibilità ambientale Cremona perde posizioni rispetto a tutte le altre classifiche, certo, ma il quadro appare meno severo di quanto si poteva immaginare. Cremona ricopre la 40ª posizione. Si attesta al 51º posto alla voce sostenibilità idrogeologica e sismica ma al 3º posto in quella che riguarda la gestione di scorte e rifiuti. Male consumi e riconversione energetica, voce che vede Cremona piazzarsi al 90º posto, e inquinamento e consumo di risorse (81ª posizione). Dati che, in una visione ottimistica, illustrano un territorio in trasformazione, che ha capito l’importanza della svolta green ma che su quel fronte deve lavorare ancora molto.

LA RISPOSTA ALLA CRISI

È nel capitolo «gli effetti della crisi sulla sostenibilità», che la performance di Cremona vanno oltre le attese. Nel diagramma cartesiano che analizza l’impatto del Covid su occupazione e capitale delle imprese, Cremona è tra le tre province più virtuose (insieme a Parma e Vicenza) con un impatto sul capitale delle aziende valutato tra il -3 e -4% (con media nazionale fissata a oltre -7%) e un impatto sull’occupazione vicino al -9% (con la media nazionale che si attesta tra il -10 e -11%). In un secondo diagramma che analizza l’impatto del Covid sull’occupazione e livello di sostenibilità sociale, quest’ultimo dato vede Cremona inclusa nel drappello delle province più solide, con un indice di sostenibilità sociale pari a 130, fatto 100 il dato medio nazionale. Analoga la performance nell’abbinamento tra occupazione e fragilità sociale. Insomma, Cremona rientra a pieno titolo tra le province del gruppo della solidità, realtà territoriali - spiega il Cerved - che impiegano quasi 5,5 milioni di addetti nelle imprese, il 34% del totale nazionale, con un valore di immobilizzazioni di 330 miliardi (oltre il 36% del totale). Il cuore produttivo dell’Italia.


IL LAVORO A RISCHIO

Malgrado questa solidità, per questi territori virtuosi lo studio Cerved prevede una riduzione degli organici del 10,9%, la più bassa in termini relativi, ma la più alta in termini assoluti: quasi 600 mila dipendenti potrebbero perdere il loro posto di lavoro nel biennio 2020-21 con la disoccupazione che salirebbe dal 5,7% al 13,7% (+8,1%). In termini di impatto sul capitale, il cluster di cui fa parte Cremona tiene meglio della media nazionale (-6,3% contro -7,2%), ma con una perdita assoluta di 21 miliardi in immobilizzazioni che rappresenta più del 30% complessivo. In tutta evidenza è quello il fronte dei prossimi mesi.

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