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133 PIANTE DA ABBATTERE

Alberi tagliati, il Comune: "Intervento obbligato". Ma Ventura attacca: "Vado in procura"

La polemica sollevata dalla cittadinanza assume contorni politici con possibili risvolti giudiziari

Riccardo Maruti

Email:

rmaruti@laprovinciacr.it

20 Agosto 2021 - 11:18

Caso piante, il Comune: "Intervento obbligato". Ma Ventura attacca: "Vado in procura"

CREMONA - Continuano a soffiare venti di bufera sulle 133 piante destinate ad essere abbattute nelle vie Aglio, Cimitero, Cipressi, Serio, Adda, Fulcheria, Ippocastani, Marmolada, in viale Po e ai bastioni di Porta Mosa. La polemica, sollevata da numerosi cittadini, assume ora contorni politici con possibili risvolti giudiziari dopo il duro attacco sferrato all'amministrazione dal consigliere comunale Marcello Ventura: "Vado in procura tramite avvocato e non mollo questo disastro voluto da Galimberti! Voglio la verità!!!", tuona il capogruppo di Fratelli d'Italia. Il Comune si difende e fa chiarezza in una nota dettagliata in cui, tra l'altro, spiega: "Le piante appartenenti alla classe D (quella che identifica il massimo rischio di caduta, ndr) devono essere abbattute. Al riguardo va sottolineato che il mancato intervento configura il profilo di colpa grave, con responsabilità civili e penali soggettive".

VENTURA: "CREMONA NON MERITA QUESTO SCEMPIO"

Ventura passa all'offensiva tramite i social network: "Questa è malata? - scrive, postando l'immagine di un tronco tagliato in via Adda -. Aspetto le relazioni per abbattimento! E non mi dicano che il rischio caduta è il vento! Faranno piste ciclabili al posto delle piante!".  E, in un altro post, attacca: "Le piante hanno un ciclo vitale che nel caso dei tigli in questione può arrivare fino a 300 anni. Ora dubito che il ciclo sia già finito. Potrebbero essere malate magari non tutte, e questo non lo si nasconde, ma dall’abbattimento totale alla cura ne passa. Tutto ciò merita un approfondimento, anche da parte dei giornali che hanno lanciato questo allarme e dibattito con i loro articoli. Da parte mia da lunedì, giorno del mio rientro, farò accesso agli atti per visionare le perizie fatte, incaricherò un professionista per contro perizie e segnalerò la situazione in procura. Non credo che Cremona da parte dell’amministrazione Galimberti meriti anche quest'altro scempio!".

Marcello Ventura

VIRGILIO: "INTERVENTI FONDAMENTALI E PRIORITARI"

Il vice sindaco Andrea Virgilio ricostruisce motivi e modalità dell'indagine che ha definito la necessità dell'abbattimento delle piante: "Sono 26 mila le piante mature ad alto fusto presenti in città, nel censimento periodico messo in atto dall'Amministrazione in alcune vie della città, 133 sono state classificate in categoria D, tale classificazione obbliga all'abbattimento. Le analisi sono state effettuate da uno studio di agronomi e sarà ovviamente giusto e doveroso metterle a disposizione dei cittadini". Quindi aggiunge: "La tutela del patrimonio pubblico passa anche dagli interventi di messa in sicurezza, lo abbiamo fatto sui solai delle scuole con una diagnosi a tappeto, sulle bonifiche dall'amianto, lo stiamo facendo sull'antisismica e attraverso questi monitoraggi del patrimonio arboreo. Sono interventi che vanno programmati e che, come abbiamo visto, generano anche molte polemiche, perché toccano gli spazi di vita delle persone e perché spesso non mancano quegli attori politici protagonisti solo quando c'è da strumentalizzare, tuttavia per chi amministra la cosa pubblica restano fondamentali e prioritari".

BURGAZZI: "OBIETTIVO SICUREZZA DELLE PERSONE"

Anche Luca Burgazzi, assessore alla Cultura, interviene sul tema con un post stringato, ma dal tono perentorio: "Solo un anno fa, proprio in via Adda, caddero delle piante all’apparenza sanissime e fortunatamente non ci furono danni a persone. Tagliare alberi (verranno comunque ripiantumati) è sempre una scelta difficile, ma se lo si fa è per garantire sicurezza per persone e cose. Nient’altro".

Andrea Virgilio e Luca Burgazzi

IL COMUNE: "RIPIANTUMAZIONE GARANTITA"

L'amministrazione comunale, in una comunicazione diffusa agli organi di stampa, precisa alcuni aspetti salienti. Anzitutto sottolinea che "il rischio è formato dal prodotto tra la pericolosità insita nella pianta (la propensione al cedimento appunto) e la vulnerabilità del luogo di potenziale caduta, quindi dalla relazione che lega la probabilità del verificarsi di un evento pericoloso ai danni che questo può provocare alle persone e alle cose". Inoltre chiarisce: "Il taglio non comporta l'eliminazione di viali alberati (nel caso di via Adda, ad esempio, sono state tagliate quattro piante) o il rifacimento strutturale di aree a verde, bensì la sostituzione con piante sane al posto di quelle la cui salute non può più essere garantita dalla cura e dalla tecnica e che rappresentano un pericolo dal punto di vista della sicurezza. Si tratta dunque di un intervento di manutenzione normalmente previsto nell’ambito di una corretta programmazione". La nota, poi, entra nel profondo della strategia di ripiantumazione: "Nella prossima stagione silvana tutte le piante tagliate verranno sostituite sul posto. Nel caso in cui le caratteristiche di modifica dell'ambiente cittadino non consigliassero la previsione di nuove alberature, le essenze verranno messe a dimora in altri luoghi opportunamente individuati. Anche questi interventi di sostituzione rientrano nel rilancio del patrimonio verde cittadino, nella consapevolezza della sua straordinaria importanza, nonché nel programma di aumento del patrimonio complessivo del verde urbano, che deve essere sano, ricco di nuove aree alberate e manutenuto nel modo più competente possibile". L'amministrazione non si risparmia un commento amaro: "Spiace in questo contesto che si confondano gli obiettivi di sicurezza e di salvaguardia della pubblica e privata incolumità con norme sulla pianificazione ambientale o con problematiche che, in generale, nulla hanno a che fare con tale tipologia di interventi".

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