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La scure di Comune e Aem su 200 alberi

I tagli sono partiti ieri mattina da via Adda: protesta dei residenti del quartiere Po

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

19 Agosto 2021 - 06:20

La scure di Comune e Aem su 200 alberi

CREMONA - L’appello di Legambiente e la netta contrarietà di parecchi residenti non sono stati ascoltati. Così ieri mattina, come da programma, la scure del Comune e dell’Aem ha cominciato ad abbattersi sugli alberi ad alto fusto di via Adda: primo atto di una campagna che progressivamente interesserà altre zone della città e dovrebbe proseguire fino al 9 settembre. 


SACRIFICATI 200 ALBERI

«La salvaguardia del verde cittadino per noi è una priorità — aveva ribadito all’immediata vigilia dell’intervento l’esponente di Legambiente Cremona Gigi Rizzi —. Ci lascia molto perplessi vedere che alla fine si punta sempre su scelte così radicali come gli abbattimenti anziché sulla programmazione e la prevenzione. Le piante andrebbero curate prima; e in proposito dovrebbe essere possibile un confronto con il Comune, non sempre e solo a cose fatte. In ogni caso, a questo punto un rinvio di qualche tempo - viste anche le elevate temperature e l’opportunità per i residenti di potersene difendere - sarebbe apparso ragionevole». Parole lasciate cadere nel vuoto, in nome della priorità assegnata alla sicurezza e all’incolumità pubbliche, dalle quali non si intende derogare. Un ‘altare’ sul quale verranno così sacrificati in tutto circa 200 alberi in gravi condizioni o già morti, individuati da un’analisi condotta nei mesi scorsi.

I MALUMORI DEL QUARTIERE

Che nel quartiere ci siano malumori, è percepibile. Se ne fa portavoce, con una lettera al quotidiano La Provincia, Giulio Isernia. «Sono sbalordito e contrariato, e come me moltissimi altri abitanti del quartiere Po, dalla folle decisione del Comune di abbattere il filare di tigli di via Adda. Non capisco innanzitutto la logica del provvedimento: se i tigli di via Adda sono malati e a rischio crollo non vedo perché non dovrebbero esserli quelli di tutte le vie attorno. I tigli costituiscono oltre la metà degli alberi ad alto fusto del quartiere … cosa facciamo, li abbattiamo tutti per evitare il rischio che possano cadere? Ma soprattutto, nel caso fossero ammalate non c’è modo di intervenire in maniera curativa?». Pone la domanda e ipotizza la risposta Isernia: «Temo che ci si sia affidati in toto alle consulenze tecniche per non assumersi la responsabilità politica. Probabilmente costa meno abbatterli piuttosto che prevedere soluzioni alternative che salvino piante che ci hanno messo 50/60 anni per diventare come sono. Piantumare piante giovani vorrà dire dover aspettare altrettanti anni prima di averne di uguali. E poi ribadisco l’assoluta mancanza di coinvolgimento e confronto con i residenti su una decisione che susciterà polemiche enormi proprio perché non condivisa». 

IL M5S INTERROGA

Il consigliere regionale del M5S Lombardia, Marco Degli Angeli, si chiede se si tratti di un abbattimento non conforme a normative regionali. “È mia intenzione depositare un’interrogazione scritta rivolta alla giunta - spiega il consigliere - con l’obiettivo di comprendere se il Comune abbia operato come da programma, nel rispetto delle normative vigenti”. Degli Angeli fa riferimento alla relazione paesistica, la quale dovrebbe essere redatta in modo conforme alla DGR 8 novembre 2002. E poi aggiunge: “Stando a quanto il comune di Cremona riferisce, ci sarebbero circa 130 alberi a rischio di caduta: l’analisi è stata effettuata nell’ottobre del 2020 e consegnata al Comune solo recentemente. Stando alle testimonianze di numerosi cittadini gli alberi di via Adda si presentano tuttavia rigogliosi e in apparente buona salute”. Gli alberi andrebbero poi abbattuti tenendo conto del periodo di riproduzione e di nidificazione di numerose specie di uccelli, ossia tra ottobre e novembre. Conclude Degli Angeli: “Soprattutto considerando l'importanza degli alberi in una città (la loro presenza abbassa le temperature fino a 15° e combatte l’inquinamento atmosferico ndr) resterebbe da chiarire se non sia possibile curare i numerosi alberi anziché favorire l'abbattimento, oltretutto in un periodo non adatto e, soprattutto, se siano stati rispettati i vincoli paesisitci e fatti gli opportuni passaggi in commissione Ambiente, se necessari, nel rispetto della normativa regionale vigente”.

LE SPIEGAZIONI DI COMUNE E AEM

«Decidere di abbattere una pianta, anche quando è necessario, costituisce sempre una scelta dolorosa — aveva spiegato l’assessore con delega al verde Rodolfo Bona —. Ma quanto emerso dalle recenti rilevazioni ci costringe a procedere; si tratta di alberi a rischio di crollo, che costituiscono quindi un pericolo per la sicurezza. Successivamente procederemo comunque alla loro completa sostituzione con piante adeguate». «I tigli sono troppo vicini l’uno all’altro per potersi sviluppare correttamente e senza problemi, tutto il verde di viale Po e delle zone circostanti andrebbe ridisegnato», è la tesi ribadita dal direttore di Aem, Marco Pagliarini, che aveva bocciato per cause di forza maggiore anche l’ipotesi di un rinvio degli interventi. «Bisogna procedere prima che si verifichi qualche grosso temporale». Dopo, potrebbe essere tardi.

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