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SALVIROLA

"Mia figlia di 16 anni quasi uccisa dall'alcol"

Il racconto del padre: "Non parlava più: è salva grazie alla telefonata di un amico"

Antonio Guerini

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aguerini@laprovinciacr.it

11 Agosto 2021 - 06:00

"Mia figlia di 16 anni quasi uccisa dall'alcol"

SALVIROLA - «Devo ringraziare l’amico di mia figlia, che alle 2 di notte, vedendo che lei stava male mi ha telefonato, altrimenti non so proprio come sarebbe andata a finire». A parlare è il padre della 16enne che venerdì scorso in piena notte ha dovuto ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso, dove è arrivata in ambulanza, e chiarisce i contorni di quanto accaduto. La ragazzina, invitata ad una festa di coetanei (c’erano quindi altri minorenni), era uscita la sera per raggiungere un locale pubblico a Offanengo dove si è tenuto il party. «Ha bevuto tre drink di fila a stomaco vuoto - prosegue il papà -: non aveva mai toccato alcool prima d’ora. Erano le 2 quando è squillato il telefono e il ragazzo dall’altra parte mi ha detto di andare a prenderla perché stava male».


Ovviamente il padre si è precipitato. In pochi minuti ha raggiunto il locale dove la festa di compleanno era ormai quasi al termine. «L’ho trovata in condizioni pietose, non rispondeva, non parlava più, non reagiva». Una specie di perdita di conoscenza che può portare anche a conseguenze gravi, come il coma etilico. Nei giovanissimi soprattutto, in quanto il loro fisico non è ancora formato e fatica a smaltire quantità importanti di alcool. E sono i più a rischio, quelli il cui fisico non ha ancora gli enzimi per metabolizzare l’alcol. Facilmente nei minorenni si arriva alla perdita totale o parziale della coscienza, della sensibilità e della mobilità volontaria conseguente ad una elevata concentrazione di alcol nel sangue. Generalmente si raggiunge questo stato con valori di alcolemia pari a 3 grammi litro, ma le cose possono cambiare di molto a seconda del soggetto: esistono diverse variabili quali ad esempio l’età, il sesso e la distribuzione dell’acqua corporea. Il limite insomma non è uguale per tutti. Contano il fisico, l’abitudine al bere e anche la genetica. La soglia di alcolemia nel sangue, a indicare il coma etilico, si dimezza per i bambini e scende anche per gli adolescenti. Secondo gli esperti, chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio quattro volte maggiore di sviluppare alcol dipendenza in età adulta rispetto a chi inizia non prima dei 21.


Preoccupato per lo stato della figlia, il genitore una volta arrivato a casa, ha deciso di chiamare il numero di emergenza. Sul posto, nel giro di pochi minuti, è sopraggiunta un’ambulanza del 118. Immediato il trasferimento al Pronto soccorso, dove è stata presa in consegna dai medici. Fortunatamente, in poche ore si è ripresa ed è tornata a casa. «Adesso mia figlia sta bene – conclude sollevato l’uomo – si è accorta di aver sbagliato e ha chiesto scusa sia a me e sia a sua madre». Da quanto si è saputo il titolare dell’esercizio pubblico ha dichiarato allo stesso padre di non essersi accorto che stava servendo alcol a dei minorenni. Con tutta probabilità, dopo il referto stilato dai medici del pronto soccorso del Maggiore, qualche accertamento su quel locale pubblico verrà fatto. 

(redatto con la collaborazione di Stefano Sagrestano)

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