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CORONAVIRUS: L'ANALISI

In Lombardia lo spauracchio zona gialla resta lontano

A livello nazionale preoccupano i ricoveri: alcune regioni si avvicinano alla soglia di rischio

La Provincia Redazione

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09 Agosto 2021 - 21:02

In Lombardia lo spauracchio zona gialla resta lontano

CREMONA - È una situazione difficile, instabile e delicata, quella dell’epidemia di Covid-19 in Italia, dove la curva che si comincia a delineare ricorda molto quella dell’estate 2020, con un aumento rapido seguito da un rallentamento e poi nuovamente da una crescita veloce. A preoccupare sono soprattutto i ricoveri. Il ministero della Salute segnala che sono complessivamente 323 i ricoverati in terapia intensiva, con un incremento di 24 in una giornata nel saldo tra entrate e uscite e 39 nuovi ingressi. Sono aumentati di 115 unità anche i ricoverati con sintomi nei reparti ordinari, per un totale di 2.786. I dati più aggiornati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), segnalano che, sebbene a livello nazionale il tasso di occupazione delle terapie intensive sia stabile al 3%, il monitoraggio giornaliero relativo all’8 agosto indica un aumento significativo in tre regioni. Tra queste la Sardegna, che arriva all’11%, oltre la soglia critica fissata al 10% e indicata come uno dei nuovi parametri per il cambio di colore, seguita da Sicilia e Marche. Per ora la Lombardia resta lontana dalla soglia d'allarme: con un'incidenza di 46 positivi ogni 100 mila abitanti, un tasso di occupazione delle terapia intensive al 2% e dei reparti ordinari Covid al 4% la zona bianca non è da mettere in discussione.

L’Agenas segnala inoltre che è arrivato al 5%, a livello nazionale, il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti ordinari per pazienti affetto da Covid-19. Quattro regioni in particolare vedono un aumento dell’1%: sono la Calabria (11%), Toscana (5%), Piemonte (2%), Basilicata (7%). A cogliere i primi segnali di allarme nelle regioni e nelle province, dove sembra attenuarsi la frenata dei contagi: a rilevarli è il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo «Mauro Picone» del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). «Seppure a livello nazionale sembra che siamo al picco dell’incidenza dei positivi, ci sono segni di allarme a livello regionale e provinciale», ha osservato. La sua analisi indica che la frenata della crescita dei contagi si sta attenuando in sei regioni: Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia e Valle d’Aosta. Si registra inoltre un rallentamento del calo dell’incidenza media dei positivi nel Lazio, in Sardegna e in Umbria, mentre nella provincia autonoma di Trento e Sicilia la riduzione è quasi nulla.

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