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«Assurde pretese e bugie dalla coppia di senza tetto»

L’assessore Tripodo: non accettano le soluzioni proposte. Perteghella: no a giudizi moralistici

Andrea Setti

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asetti@laprovinciacr.it

01 Agosto 2021 - 06:20

«Assurde pretese e bugie dalla coppia di senza tetto»

VIADANA - «Da quando occupano le panchine dell’autostazione hanno avuto mani tese da più parti (Caritas, commercianti, gente comune, la parrocchia), ma non sempre hanno saputo accogliere tali aiuti avanzando anzi delle assurde pretese raccontando spesso delle bugie». L’assessore ai Servizi sociali, Mariagrazia Tripodo, non utilizza mezzi termini nel descrivere l’atteggiamento della coppia originaria del Kosovo che da qualche tempo dorme nella zona della stazione dei bus. Tripodo ha risposto in Consiglio comunale all’interrogazione del capogruppo di Viadana democratica, Silvio Perteghella. «I signori non accettano di andare in comunità (che al Comune costerebbe circa 100 euro al giorno a persona per un totale di 6 mila euro al mese, ndr) e pretendono un alloggio comunale che necessita una determinata prassi ed avere particolari requisiti. Più volte le assistenti sociali di Viadana e Commessaggio (dove vivevano in precedenza, ndr) e noi amministratori ci siamo confrontati per valutare le soluzioni adeguate che vadano oltre la pur apprezzabile campagna di solidarietà messa subito in atto da alcuni cittadini ed amplificata a livello mediatico sui social network. I servizi sociali hanno anche provato a contattare alcuni dei 9 figli, tutti maggiorenni, alcuni risiedono e lavorano in Italia, per far loro presente che in base alla legge sono obbligati a contribuire agli alimenti del genitore in stato di bisogno, in proporzione alle loro sostanze. Non abbiamo avuto nessun riscontro positivo da parte loro».

Parole chiare che hanno un seguito. «Quando si analizza una situazione sociale di difficoltà non bisogna fermarsi a ciò che viene raccontato, ma bisogna andare oltre a quella sorta di vittimismo che caratterizza a volte gli utenti del servizio sociale. Per circa 30 anni i signori hanno usufruito di più servizi dall’ultimo Comune di residenza: alloggio, mantenimento di 5 dei 9 figli presso istituti e comunità, proposte lavorative. Un impegno economico non indifferente (oserei dire da danno erariale!), visti gli scarsi risultati. Infatti durante la permanenza a Commessaggio sono stati proposti dei lavori ma non sono stati mai mantenuti per lungo tempo. Il signore in questione ha commesso dei reati, la coppia è stata sfrattata dall’Aler per morosità causando anche danni ingenti agli alloggi che sono stati assegnati e si sono susseguiti altri spiacevoli eventi. Il soggetto in questione risulta attualmente nullafacente, non ha i documenti in regola. Gli è stato proposto — prosegue la Tripodo — di andare in una comunità musulmana a Milano, ma il suo obiettivo è avere una casa comunale che negli anni precedenti aveva ottenuto con facilità perché i figli erano minori. Alla luce della situazione analizzata nel suo complesso si possono davvero impegnare delle risorse una tantum per queste persone? Lei se la sentirebbe — ha detto rivolta a Perteghella — di chiedere ai nostri concittadini di contribuire con i loro tributi al loro mantenimento. Il Comune per aiutare economicamente e socialmente deve rispettare determinate regole, ci sono passaggi burocratici da seguire, graduatorie da rispettare. Lei lo sa quanti sono i viadanesi in difficoltà che hanno vergogna a chiedere aiuti al Comune? Non si dovrebbero prima aiutare questi nostri concittadini? La strumentalizzazione politica e mediatica di tali situazioni non agevola il lavoro degli uffici del servizio sociale, mi aspetterei piuttosto delle proposte da lei che prontamente si è subito preoccupato della situazione».

La replica di Perteghella non si è fatta attendere. «Se quando si parla di persone assistite dai servizi sociali si formulano giudizi morali allora è finito lo scopo dei servizi stessi. È evidente che chi ha bisogno di assistenza da parte dell’ente pubblico — ribatte il consigliere di minoranza — può anche avere un passato difficile, magari costellato di scelte sbagliate. Altrimenti non si troverebbe in una condizione di disagio. Dare giudizi moralistici è profondamente sbagliato, soprattutto da parte di chi per l’incarico che ricopre dovrebbe dimostrare una sensibilità ben diversa».

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Commenti all'articolo

  • Aletti.renzo

    01 Agosto 2021 - 08:04

    Aiutati che il ciel to aiuta.... ma se pretendi e basta.... oltre ai diritti ci sono i doveri, ma certe forze politiche li ignorano volutamente....

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