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VIADANA. LA STORIA

Coppia senza dimora: «Viviamo all’aperto»

Originaria del Kosovo racconta la propria vicenda di disperazione. Il Comune: abbiamo trovato una soluzione ma non accettano dormitori diversi

Pierluigi Cremona

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pierluigi.cremona@virgilio.it

06 Luglio 2021 - 06:05

Coppia senza dimora: «Viviamo all’aperto»

La foto tratta dalla video intervista realizzata sul canale YouTube della «Iena operaia»

VIADANA - Senza fissa dimora e senza lavoro, vivono sotto alla pensilina del parcheggio del pullman da circa tre mesi. La storia di due coniugi originari del Kosovo, è stata raccontata dalla ‘Iena operaia’, sul proprio canale Youtube e diffusa ieri mattina. Il clamore suscitato è stato molto, tanto che l’amministrazione comunale ha diffuso un comunicato stampa per precisare i contorni della vicenda.

Non appena è giunta la segnalazione del loro arrivo sul territorio viadanese, il sindaco Nicola Cavatorta e l’assessore alle Politiche sociali Mariagrazia Tripodo si sono portati sul posto per cercare di capire la situazione e trovare delle soluzioni, interpellando la polizia locale e i carabinieri per gestire al meglio la questione. In seguito si sono attivati i servizi sociali, pur non essendo i due coniugi cittadini viadanesi. Attualmente sono senza cittadinanza e in precedenza erano stati cittadini di Commessaggio.

«Adesso – spiega Tripodo – scopriamo con sorpresa che, sfruttando alcuni canali social, marito e moglie si lamentano del fatto che il Comune di Viadana non starebbe provvedendo alla loro situazione. Va precisato che Viadana sta facendo tutto quanto è nelle sue possibilità per cercare di trovare una soluzione, pur non essendo loro cittadini viadanesi. In questi mesi sono state contattate case alloggio e sono stati individuati dei dormitori disposti ad accogliere i coniugi. Tuttavia questi hanno rifiutato, adducendo la motivazione che avrebbero dovuto separarsi durante la notte, essendo le strutture divise nella parte maschile e in quella femminile. Di contro ci hanno richiesto di usufruire di alloggi comunali, ed è stato loro spiegato che le loro pretese non possono essere soddisfatte, perché servono dei requisiti, ci sono delle graduatorie e tutta una burocrazia che bisogna rispettare. La questione interessa anche i territori del circondario, e in particolar modo Commessaggio, dove la coppia ha vissuto per molti anni, beneficiando anche di molti aiuti. L’intenzione dei Comuni interessati dalla situazione è quella di rivolgersi a istituzioni che possano trovare una soluzione in qualche modo definitiva, sia per quanto riguarda i territori che le persone coinvolte».

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