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Malate precoci: anticorpi alle stelle, ma niente Green Pass

Colpite dal Covid e febbraio, ma non possono vaccinarsi perché hanno una malattia autoimmune: "Noi discriminate"

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

21 Luglio 2021 - 10:52

Malate precoci: anticorpi alle stelle, ma niente Green Pass

CREMONA - Si sono ammalate di Covid a fine febbraio del 2020, quando del virus si sapeva pochissimo e i sintomi venivano scambiati per una brutta influenza. Febbre alta, male alle ossa, la cura con la tachipirina. Se la sono cavata curandosi in casa e si sono miracolosamente salvate. Mara non può vaccinarsi, a Marina è stato sconsigliato. Non sono no vax. Hanno una malattia autoimmune. Però, a distanza di oltre un anno, hanno sviluppato gli anticorpi da malattia Covid. Anzi, gli anticorpi sono addirittura aumentati. Mara ne ha 1.710, come ha ‘sentenziato’ l’ultimo test sierologico del 9 luglio scorso. Marina ne ha 400. Il suo ultimo test risale al 30 giugno. Ma senza il vaccino e avendo contratto la malattia un anno e mezzo fa, le malate precoci e fortunatamente guarite, non hanno diritto al Green pass. «Ci sentiamo discriminate. Noi siamo immuni e non ce lo danno. A chi ha fatto il vaccino, senza sapere se ha gli anticorpi, lo danno».


Mara e Marina sono furibonde. Due storie fotocopia, le loro. Mara, impiegata in pensione, è una talentuosa cantante, Marina un'artista: dipinge. Mara torna a quei giorni di febbraio, il caos, gli ospedali in forte stress. La sua mamma era ricoverata a Cremona Solidale per una riabilitazione. Le Rsa non erano ancora chiuse. L’anziana madre ha preso il Covid, lo ha trasmesso alla figlia. E la figlia a suo marito. Purtroppo, la mamma è morta. Mara e il marito ce l’hanno fatta. «Non sono stata ricoverata in ospedale, il mio medico di base era ammalato, il suo sostituito anche — racconta —. Durante il decorso pesante della malattia, durata venti giorni, ho rischiato a casa. Sono stata male, ma ce l’ho fatta». A maggio del 2020, Mara ha fatto il primo test sierologico. La conferma di aver contratto il virus, anticorpi IGG 126, tampone negativo. Per verificare l’andamento degli anticorpi, a febbraio di quest’anno ha ripetuto il test sierologico. Risultato: anticorpi IGG 126, tampone negativo. «Il 9 luglio scorso — racconta — ho eseguito un altro test sierologico per valutare se fare o meno la vaccinazione. Risultato: 1.710 anticorpi IGG. Nel giro di un anno e mezzo sono aumentati di 14 volte». Ed ecco il punto. «Il medico di base ed il mio allergologo ed immunologo mi hanno consigliato di non fare alcun vaccino, perché ho anticorpi a sufficienza e potrei avere, in futuro, problemi causati dal sistema immunitario. Io soffro già di tiroidite autoimmune». Mara rilancia: «Come si può ottenere il Green pass di guarigione da Covid? A chi devo rivolgermi?». Ha scritto ad Ats Val Padana. Ma anche alla Regione Lombardia, al Governo «e ad altre istituzioni, senza avere risposta». Si sente penalizzata dagli imminenti provvedimenti che sul Green pass prenderà il Governo.

E si sente discriminata anche Marina. «Perché ha diritto al Green pass chi ha avuto il Covid entro sei mesi, chi è stato vaccinato indipendentemente dagli anticorpi che può avere (qualcuno so che non li ha prodotti), mentre non viene dato a chi, come me, ha ancora anticorpi verificati con il test? Io li ho addirittura raddoppiati», rilancia la pittrice. Marina ha contratto il Covid a fine febbraio. «Ho telefonato alla mia dottoressa: stavo male e avevo la febbre. Diagnosi per telefono: influenza, tachipirina la cura. Dopo 9 giorni di febbre costante, tachipirina e grande malessere, ho ritelefonato e sono stata segnalata al 112. Nessuno mi ha richiamato. Fortunatamente, dopo qualche giorno me la sono cavata da sola». A maggio del 2020, Marina ha fatto il test sierologico: «Avevo 146 anticorpi IGG che hanno confermato l’avvenuta guarigione della malattia. Ho ripetuto l’esame a marzo di quest’anno, esattamente un anno dopo la malattia e avevo lo stesso numero di anticorpi. Ho ripetuto l’esame il 30 giugno e gli anticorpi sono aumentati: 400 IGG». La domanda: «Perché io che ho gli anticorpi da malattia Covid dopo quasi un anno e mezzo ed, anzi, sono aumentati, non vengo considerata protetta come i vaccinati? Io ho una sindrome autoimmune e mi è stato sconsigliato il vaccino. Bisogna considerare che le persone che sono nella mia situazione hanno già sofferto per la malattia. E, adesso, si vedono precludere una vita normale». I casi di Mara e Marina non sono isolati. Lo sa Ilaria, titolare di un’attività commerciale. «Posso testimoniare le molteplici difficoltà di parecchi miei clienti nella stessa situazione delle due signore». Tutte persone che si sentono discriminate.

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