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La Radiologia del Maggiore verso la paralisi

Da 12 medici a 5 nell'arco di pochi mesi: Borghetti lancia l’allarme sulla carenza di personale

Cristiano Mariani

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cmariani@laprovinciacr.it

18 Luglio 2021 - 05:55

La Radiologia del Maggiore verso la paralisi

CREMA - A dicembre erano in 12, a giugno si sono ridotti a 7. E stando alle richieste di pensionamento, a fine anno scenderanno a 5 i medici in servizio in uno dei reparti chiave dell’ospedale Maggiore, vale a dire la Radiologia. Perdendo pure l’attuale primario, Giampaolo Benelli. Considerato che la maggioranza dei 15.500 ricoverati medi annui (statistica pre Covid) hanno la necessità di almeno una tappa nelle stanze schermate del seminterrato di largo Dossena, va da sé come la situazione sia preoccupante. E ancor più, aggiungendo le richieste ambulatoriali. Perché paradossalmente, gli strumenti disponibili — dalle Tac agli ecografi — sono tra i più moderni e costosi. Mentre a scarseggiare sono gli occhi esperti, in grado d’interpretare i responsi di esami delicatissimi.

Non che l’Asst sia rimasta con le mani in mano, ma ad addensare nubi sull’immediato futuro dell’Unità operativa è la cronica carenza di camici bianchi, che affligge ormai buona parte della sanità nazionale: dalla medicina di base, alla lungodegenza. Con le università che, strangolate dal numero chiuso, non riescono a formare medici in numero sufficiente a far fronte alle richieste. E il concorso indetto dai vertici dell’Asst cremasca e seguito personalmente dal direttore sanitario Roberto Sfogliarini porterà, di fatto, alla conferma di uno dei professionisti già in servizio nel reparto e all’aggiunta di un collega. Oltre all’ingresso di due specializzandi. «Ma per quanto riguarda questi ultimi, sino alla conclusione del percorso di studi — puntualizza il radiologo di lungo corso Maurizio Borghetti — non potranno firmare referti, che non siano ecografici». A lanciare l’allarme sulla carenza di personale è giusto il medico 62enne, con un trascorso da assessore comunale ai Servizi sociali e non certo tacciabile di scarso attaccamento all’ospedale Maggiore. 

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