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CORONAVIRUS: LA TESTIMONIANZA

Quattro tamponi a persona: «A Vienna tutto impeccabile»

Il casalasco Rosa vive nella capitale austriaca: «Il Green pass è realtà e non polemica politica»

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pierluigi.cremona@virgilio.it

17 Luglio 2021 - 06:15

Quattro tamponi a persona: «A Vienna tutto impeccabile»

Il casalasco Alessandro Rosa si è trasferito a Vienna nell’agosto del 2020

VIENNA - «A Vienna il Green Pass già da mesi serve per accedere ai principali luoghi pubblici e non c’è nessuno scandalo o polemica politica su questo. Inoltre ogni cittadino può sottoporsi a quattro tamponi gratuiti a settimana». A portare la propria

In Austria l'accessibilità a ristoranti, centri estetici e servizi per la cura della persona, palestre, piscine e centri sportivi, e a determinate manifestazioni è soggetta all'esibizione del Green Pass

testimonianza è Alessandro Rosa, ex consigliere comunale di Casalmaggiore, residente nel capoluogo austriaco dall’agosto 2020, dove lavora per uno studio legale di diritto internazionale.
«In Austria l'accessibilità a ristoranti, centri estetici e servizi per la cura della persona, palestre, piscine e centri sportivi, e a determinate manifestazioni è limitata ormai da mesi, essendo soggetta all'esibizione del cosiddetto Green Pass. La differenza con altri Stati che stanno adottando questa politica restrittiva — che naturalmente va a penalizzare chi, per scelta o impossibilità, ancora non è vaccinato — è che qui, a ciascun cittadino, residente o anche semplice turista, viene fornita la possibilità di effettuare ben quattro test molecolari ogni settimana al fine di garantire un tracciamento il più possibile efficiente e preciso e come strumento ulteriore di autotutela. Il tutto ovviamente in modo gratuito».


Rosa spiega inoltre che nell’arco di 15 ore ogni cittadino ha il risultato. «All'interno di ogni kit si trova una fiala contenente una soluzione salina, una cannuccia e una provetta. La procedura è semplice: si effettuano gargarismi con la soluzione salina, si trasferisce il tutto nella provetta attraverso l'ausilio della cannuccia, si impacchetta la provetta nella busta di plastica e si deposita il campione nei vari punti di raccolta, in pratica ogni supermercato della città. I campioni vengono poi prelevati e analizzati da un laboratorio installato fuori città, e nel giro di circa 15 ore si viene a conoscenza del risultato tramite email o sms, con la possibilità di scaricare il relativo certificato di negatività, firmato da un medico, che vale, appunto, come Green Pass per 72 ore. L'intera procedura, la cui correttezza viene garantita da un sistema di verifica dell'identità del soggetto testato e di attivazione del prodotto tramite codici, deve essere registrata dalla webcam del computer, del cellulare o di altro dispositivo dotato di videocamera. Insomma, le soluzioni ci sono, basta avere la volontà di investire su prevenzione e controlli, esattamente come fa un paese civile come quello in cui vivo da quasi un anno».

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