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Oncologia, Passalacqua in pensione a fine anno

Dopo quasi vent'anni da primario: "Chi arriverà saprà far crescere ulteriormente la struttura"

Felice Staboli

Email:

fstaboli@laprovinciacr.it

07 Luglio 2021 - 19:28

Oncologia, Passalacqua in pensione a fine anno

CREMONA - C’è una notizia importante per il mondo della sanità cremonese: a fine anno, il professor Rodolfo Passalacqua lascia la direzione del reparto di Oncologia dell’ospedale Maggiore e va in pensione, come comunica un decreto della direzione generale dell’Asst di Cremona. Classe 1954, il medico è direttore di Oncologia da quasi 20 anni. Molto conosciuto e stimato dai cremonesi, ha guidato il reparto sino a farlo diventare un punto di riferimento in campo oncologico in un territorio — quello cremonese — che vive quotidianamente la conflittualità in tema di tumori, con numeri che collocano Cremona e la provincia ai vertici (o in fondo, a seconda dei punti di vista) delle classifiche nazionali. Un trend che va avanti da anni, senza oscillazioni o inversioni di rotta.

Il nome di Rodolfo Passalacqua è molto legato anche alla ricerca scientifica: il professore, infatti, è il presidente e fondatore di MEDeA, associazione senza fini di lucro, fondata nel 2003, che sostiene con varie iniziative l’assistenza dei malati oncologici, dei loro familiari e amici e opera con i propri volontari e che finanzia la ricerca clinica in campo oncologico. Passalacqua da tempo è anche direttore del Dipartimento di oncologia dell’Asst, ovvero la sovrastruttura interna cui convergono tutti i comparti del settore. A pochi mesi, dunque, dalla fine del rapporto con l’ospedale, il professor Passalacqua spiega: «Ho raggiunto i limiti di età, la direzione mi ha chiesto di restare sino a fine anno e così sarà. Inevitabilmente, mi sento molto legato e affezionato al mio ambiente. Mi auguro — e ne sono certo sin da ora — che chi arriverà sappia e possa far crescere ulteriormente la struttura, nell’interesse esclusivo dei pazienti e di tutte quelle persone che soffrono, quando vivono un momento delicato segnato dalla malattia oncologica, così come i loro familiari».

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