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IL GIALLO DI TORRICELLA DEL PIZZO

Caso Zardi, la famiglia si oppone all'archiviazione

Arianna, studentessa 25enne, scomparve domenica 30 settembre 2001 e il 2 ottobre fu trovata senza vita sotto un ponticello di una chiusa

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

03 Luglio 2021 - 12:31

Caso Zardi, la famiglia si oppone all'archiviazione

Arianna Zardi e il ponticello di Torricella del Pizzo

CASALBELLOTTO (CASALMAGGIORE) - “Abbiamo deciso di opporci alla richiesta di archiviazione dell’indagine sulla morte di mia sorella”. Parole di Sara Zardi, sorella di Arianna, la studentessa di 25 anni iscritta alla facoltà di Teologia di Brescia, uscita da casa domenica 30 settembre del 2001 e il 2 ottobre trovata senza vita sotto un ponticello di una chiusa a Torricella del Pizzo. Dopo aver acquisito la perizia sull’autopsia e averla esaminata, Sara, assistita dall’avvocato Giovanni Bertoletti, ha preso la sua decisione. La procura ha chiesto l’archiviazione dell’indagine, ma è facoltà della parte offesa opporsi eventualmente. “Ci sono aspetti ancora da approfondire, secondo noi, e per questo abbiamo deciso di opporci all’archiviazione”. 

Ci sono aspetti ancora da approfondire, secondo noi, e per questo abbiamo deciso di opporci all’archiviazione

La famiglia Zardi ha tempo sino al 9 luglio per farlo, ma come aveva anticipato l’avvocato Bertoletti, una decisione è già stata presa. Al gip spetta la decisione finale, cioè se respingere la richiesta di archiviazione e chiedere pertanto che le indagini continuino oppure se accoglierla.

A distanza di ormai quasi vent’anni, quel che accadde esattamente ad Arianna Zardi resta un giallo. Inizialmente si parlò di una disgrazia e anche di un suicidio, ipotesi però alle quali i famigliari non hanno mai creduto. L’unico sospettato di essere l’autore del delitto venne però scagionato dalle accuse più pesanti: ammise solo di aver trovato la borsetta della studentessa sul muretto del ponticello e di aver preso il portafogli e il telefonino. Nel 2004 ottenne il perdono giudiziale. Alla fine del 2015 l’ex procuratore Roberto di Martino aprì un fascicolo contro ignoti per omicidio e a gennaio 2016 il cadavere venne riesumato per altri accertamenti autoptici. Da allora non sono emerse novità, secondo la procura.

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