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CORONAVIRUS: LE VACCINAZIONI

Sanitari, 1.200 senza vaccino. In 672 ignorano i solleciti di Ats

Fra loro anche una decina di ‘no vax’ convinti. Altri sette giorni per rispondere, poi la segnalazione

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

28 Giugno 2021 - 06:45

Sanitari, 1.200 senza vaccino. In 672 ignorano i solleciti di Ats

CREMONA - Le varianti Delta e Delta plus fanno paura. Da più parti arriva la richiesta di accelerare con la campagna vaccinale e riuscire a coprire anche chi ancora non ha ricevuto nemmeno una dose. Una lotta contro il tempo che la Sanità sta conducendo anche al proprio interno: si cercano i sanitari che ancora non si sono vaccinati. Una questione che da deontologica ora diventa vitale per proteggere i più fragili. La battaglia in provincia di Cremona è stata lanciata da Ats Val Padana che ha costituito un gruppo di lavoro apposito per individuare e contattare i 700 che attualmente mancano ancora all’appello. «Nelle settimane scorse — spiega Silvana Cirincione, direttrice sanitaria dell’Agenzia di tutela della salute — era stata inviata via pec una lettera ai 3.148 tra medici, infermieri e operatori sanitari appartenenti all’ambito della nostra Ats (Mantova e Cremona) che in base agli incroci effettuati da Regione Lombardia, ma anche da altri territori come Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Val D’Aosta, ancora risultavano scoperti. Di questi, circa 1.200 risiedono in provincia di Cremona. Li abbiamo contattati ad uno ad uno con non poca difficoltà: ebbene la percentuale di chi non ha risposto alla mail è tra il 65-70%. Davvero troppo».

Nella missiva, dando come tempo massimo 5 giorni per la replica, si chiedeva conto della situazione e degli eventuali motivi del ritardo nel compimento della profilassi vaccinali. I risultati: 1.730, di cui 672 sanitari cremonesi non hanno risposto al sollecito; 149 di cui 48 di Cremona e provincia hanno provveduto a prenotare; 257 di cui 87 cremonesi appartengono alla casistica dei ‘differiti’ od ‘omessi’. «I primi sono soggetti che si vaccineranno quando la situazione che oggi non lo consente sarà superata come ad esempio gravidanza, terapia oncologica, Covid o patologia acuta. I secondi, invece

Una decina — specifica la direttrice sanitaria — che hanno inviato pagine e pagine con motivazioni alquanto bizzarre

— spiega Cirincione —, non possono ricevere il vaccino per problemi di salute importanti, come avere avuto reazioni allergiche gravi o situazioni cliniche che impediscono la profilassi». Ci sono poi 55 persone che hanno risposto, ma le cui giustificazioni sono state considerate insussistenti. Tra questi numeri spuntano anche i ‘no vax’. «Una decina — specifica la direttrice sanitaria — che hanno inviato pagine e pagine con motivazioni alquanto bizzarre». Per chi invece non ha risposto, in questi giorni stanno partendo le seconde mail di richiamo: «Diamo loro altri 7 giorni per rispondere — afferma Cirincione — e dare una spiegazione del ritardo. Abbiamo inoltrato 2.000 pec e circa 700 riguardano sanitari cremonesi. Nei confronti di chi non risponderà ancora sarà avviata la procedura per mancato obbligo vaccinale con segnalazione al datore di lavoro e agli ordini. Si sta lavorando a livello regionale per applicare un metodo unico su tutti i territori. Al momento, la scelta delle conseguenze sono lasciate in capo al datore di lavoro che, caso per caso, deciderà il cambio di mansione del sanitario non vaccinato». Si può arrivare all’aspettativa senza assegno fino al 31 dicembre. Intanto, stanno arrivando nuovi elenchi: sabato Regione Lombardia ha trasmesso una lista nuova con altri 400 nominativi, circa la metà residenti in provincia di Cremona, ai quali sarà inviata la prima mail. La ricerca continua.

«Ci sembra davvero inconcepibile — sottolinea Cirincione —. Vaccinarsi è un atto di civiltà, oltre che deontologico, nei confronti dei più fragili, soprattutto ora in presenza di nuove varianti molto contagiose: più facciamo muro, più abbiamo possibilità di vincere. Legittimo avere titubanze o preoccupazioni, ma serve meno egoismo soprattutto tra noi sanitari, appartenenti per di più a uno dei territori più martoriati, che siamo stati testimoni diretti, vedendo con i nostri occhi cosa accade se lasciamo libertà al virus di circolare».

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Commenti all'articolo

  • ansaldi.graziano259

    28 Giugno 2021 - 07:38

    Da non credere.

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