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Sileri, non credo tanti medici e infermieri non vaccinati

La Provincia Redazione

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24 Giugno 2021 - 11:45

Sileri, non credo tanti medici e infermieri non vaccinati

ROMA - Cautela sulla percentuale di medici e infermieri non vaccinati. I dati devono essere meglio analizzati. A evidenziarlo è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni della trasmissione "L'Italia s'è desta" su Radio Cusano Campus. "Ho controllato le tabelle - sottolinea Sileri - e ho notato dei numeri fluttuanti. Di settimana in settimana viene cambiato il totale, sembra che nel comunicare i dati vengano inserite altre categorie, cioè persone che lavorano in ambito sanitario, ma non sono necessariamente medici ed infermieri. Non credo che ci siano così tanti medici e infermieri non vaccinati, aspetterei di analizzare meglio i dati».

Sileri interviene anche sul rallentamento nella distribuzione dei vaccini denunciato dalle Regioni. «Non sono preoccupato -aggiunge- i numeri ci dicono che ci sarà un lieve calo transitorio nelle forniture e non impatterà in maniera significativa. Inoltre stiamo raggiungendo un numero molto alto di persone che hanno già avuto la prima dose, ma arriveremo a un plateau, in cui ci sarà un calo nella richiesta di vaccinazione, questo significa meno persone che verranno vaccinate. Quindi semmai il problema si porrà con le seconde dosi, ma sinceramente non lo vedo». Un altro tema che preoccupa è il contrasto alla diffusione della variante Delta.

"Il rischio zero - prosegue Sileri - non esiste, le varianti entrano anche perché per quanto si possano limitare i viaggi, bloccare, fare controlli il virus circola e qualunque azione si metta in campo è per rallentarne l’arrivo e limitare la diffusione. Dobbiamo innanzitutto cercarle le varianti, facendo sequenziamento e tracciamento ora che abbiamo una bassa incidenza di casi. Nel mentre dobbiamo andare avanti con la vaccinazione completa perché i vaccini sono efficaci contro le attuali varianti circolanti. Preoccupiamoci il giusto senza eccedere considerando che, se si guardano i grafici, a fronte di un numero di infezioni non vi è un numero di ricoveri come era 3-4 mesi fa. Più gente si vaccina meno probabile che l’impatto delle varianti possa provocare danni severi». (ANSA)

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