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CREMA: EX FINALPIA

Gestione dell'Hotel del Golfo, dichiarato il fallimento

Il tribunale di Savona: la società Comfort Hotels deve 280mila euro alla Fondazione

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

27 Giugno 2021 - 16:52

Gestione dell'Hotel del Golfo, dichiarato il fallimento

CREMA - Comfort Hotels, la società che dal 2015 al 2019 ha gestito la ex colonia marina di Finalpia trasformata in Hotel del Golfo a quattro stelle, è stata dichiarata fallita. Il pronunciamento è del tribunale di Savona. L'albergo è chiuso ormai da tre anni e di recente è andato a vuoto il tentativo della Fondazione opera pia marina, proprietaria del resort, di metterlo in vendita. Dieci milioni di euro non sono risultati un prezzo appetibile, soprattutto in un periodo come l’attuale. La stessa Fondazione vanta un credito di circa 280 mila euro nei confronti di Comfort Hotels, per affitti non pagati, e ora potrebbe pensare di insinuarsi nel fallimento. Difficile prevedere se e quanto riuscirà a recuperare, anche perché quasi tutte le società che facevano parte della compagine societaria di Comfort Hotels sono a loro volta fallite o si trovano attualmente in amministrazione controllata. Portare a casa i crediti, ammesso che ci si voglia provare, non è per niente facile.

Nel frattempo, sta andando avanti il processo per le presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nell'Hotel del Golfo. Le persone rinviate a giudizio e che sono accusate di far parte dell'organizzazione criminale sono quattro. La loro presenza nella ex colonia rappresenta soltanto una delle attività illecite contestate, probabilmente la più marginale, sulle quali si sono concentrate le indagini. Che a far fallire Comfort Hotels sia stata la ‘ndrangheta, appare poco credibile. Del resto, nessuna delle tre gestioni che si sono succedute nell’hotel (Icos, Obras e Comfort Hotels) ha mai tratto profitti.

Sul futuro dell'Hotel del Golfo è calato il silenzio, dopo le mancate offerte di acquisto. Alla città non è dato di conoscere lo stato dell’arte. Più che una vendita, in questo particolare momento, sembrerebbe possibile un nuovo affitto. Prima che scoppiasse la pandemia, era già stato trovato un accordo con una importante catena di alberghi italiana, anche se il canone di locazione offerto era inferiore a quello che avrebbe dovuto pagare Comfort Hotels. Avrebbe, perché la cifra pattuita, comprensiva del contributo sulla quota Imu, non facilmente sostenibile. Come il fallimento sembrerebbe indicare.

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