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CREMA: HOTEL DI FINALPIA

Nessuno vuole la ex colonia. Una offerta ma non conforme

La base per aggiudicarsi la struttura a 4 stelle sul mare era stata fissata a 10 milioni di euro

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

07 Giugno 2021 - 06:38

Nessuno vuole la ex colonia. Una sola offerta e irregolare

CREMA - Se dieci milioni di euro sono considerati eccessivi. Specie in un periodo come l’attuale. E infatti, il bando per la vendita della ex colonia climatica di Finalpia, trasformata in Hotel del Golfo a 4 stelle, non ha dato i frutti sperati. Ufficialmente non ci sono notizie sull'esito della procedura conclusasi il 31 maggio. Nemmeno dopo l’esame dell’unica busta presentata e ritenuta non conforme alle condizioni del bando. Nemmeno dopo che il presidente della Fondazione Finalpia, Pierpaolo Soffientini, nei giorni scorsi ha riunito il consiglio di amministrazione per comunicare l’esito negativo della procedura che era stata affidata alla società Consorzio IT. Nei fatti, però, la vendita non è andata in porto. L'intenzione di alienare il bene non si è tradotta in realtà.

Per acquistare il resort situato nel comune di Finale Ligure ci sarebbero voluti almeno dieci milioni di euro. Era questo il prezzo base fissato dalla Fondazione, che ne è proprietaria, sulla base della perizia fatta eseguire da una professionista ligure, l'architetto Jennifer De Zanet, di Borghetto Santo Spirito. Nelle scorse settimane si era registrato il rinnovato interessamento della catena alberghiera che prima dello scoppio della pandemia era pronta a rilevare la gestione dell’hotel, ma in affitto, in pratica subentrando alla fallimentare conduzione di Comfort Hotels.

Ignari del bando, gli interessati sono stati indirizzati al sito di Consorzio IT per venire a conoscenza della volontà della Fondazione di alienare il complesso situato lungo la via Aurelia. Complesso che comprende l'hotel, con bar, sala ristorante, sala congressi, cucina e vari locali di servizio funzionali alla struttura stessa, la casa per ferie e una villa a due piani per un totale di 43 camere arredate, oltre a un parcheggio. Il tutto, nei pressi dell’area del porto turistico di Finale Ligure. Per le proprie prestazioni, Consorzio IT avrebbe avuto 43.500 euro più Iva, che sarebbero stati pagati dall’acquirente. Ora non si sa chi li pagherà.

Un commento alla notizia lo abbiamo chiesto a Simone Beretta, consigliere comunale di Forza Italia, tra i più convinti oppositori all’alienazione della ex colonia. «Che il bando fosse andato deserto lo sapevo già. Stavo soltanto aspettando che ce lo comunicasse anche Radio Kabul. Volevo vedere se l'amministrazione comunale intendeva fare come per l’ingente danno avvenuto in piscina: tenerlo all’oscuro salvo poi affermare di sapere tutto una volta che la notizia è diventata di dominio pubblico. Mi riservo di commentare la mancata vendita nei prossimi giorni». Senza offerte congrue al primo giro, si tratta ora di vedere quali saranno le prossime mosse che il Cda della Fondazione ha in serbo. Tentare nuovamente la vendita a un prezzo inferiore? Fare marcia indietro e ritentare la strada dell’affitto, magari per una volta a gente del settore? Intanto, a giorni scade la prima rata dell’Imu (circa 90 mila euro all'anno) e c’è sempre un mutuo da pagare.

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