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Bonaldi: «Il fermo in una porta antincendio sarebbe reato»

Il sindaco è ritornata sull'avviso di garanzia per l'infortunio al nido: «Il mio caso è emblematico, servono tutele»

La Provincia Redazione

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25 Giugno 2021 - 18:07

 Bonaldi: «Il fermo in una porta antincendio sarebbe reato»

Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi

CREMA - «In una porta tagliafuoco un fermo non si può proprio mettere, semmai quello è un reato»: così il sindaco di Crema Stefania Bonaldi è tornata sull'avviso di garanzia per lesioni colpose in relazione all’infortunio accaduto a un bambino dell’asilo comunale che ha avuto le dita schiacciate da una porta. Un avviso che le è stato recapitato perché secondo gli inquirenti «nel nido non sarebbero state rispettate le norme anti infortunistiche». «Il tema vero - ha detto Bonaldi, collegata all’assemblea regionale di Anci Lombardia - è come possa accadere che per un episodio di questo tenore arrivi un avviso di garanzia a un sindaco». «Un avviso di garanzia, da sindaca, me lo sarei aspettato in altre situazioni» per «scelte di tipo politico forte, quelle - ha sottolineato - erano riconducibili al mio operato». 

Il mio episodio, visto che non ha avuto conseguenze drammatiche, si presta a diventare emblematico». «Certamente vanno estese le tutele legali» ha detto la sindaca, spiegando che, per quanto riguarda le spese legate all’avviso di garanzia, anche se esiste la possibilità del patrocinio, «me le pagherò di tasca mia perché ne faccio una questione di principio. Le regole vanno cambiate, vanno estese le tutele legali, vanno rideterminate e circoscritte le responsabilità» perché al momento «possiamo essere resi responsabili di tutto ciò che accade». 

Il punto sono le situazioni che accadono e tirano in causa la responsabilità dei sindaci per fatti che non sono loro riconducibili

E dal punto di vista della magistratura, per Bonaldi, «è importante che l'interpretazione sia di alto profilo». «I sindaci - ha concluso - non chiedono l’immunità o l'impunità": «il punto sono le situazioni che accadono e tirano in causa la responsabilità dei sindaci per fatti che non sono loro riconducibili, quando qualcuno ha letto le locandine sul mio caso, con scritto 'bimbo si schiaccia la mano, sindaca indagata', mi ha chiesto se per caso fossi dietro la porta perché il nesso tra l’evento e la responsabilità del sindaco sfuggiva ai più».

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