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LA TRAGEDIA DEL VACCHELLI

Lo spuntino, poi lo scivolone: forse fatale lo shock termico

Si delinea la ricostruzione della disgrazia: Sakshi sarebbe caduta nel canale e Hartik si sarebbe tuffato per salvarla

Cristiano Mariani

Email:

cmariani@laprovinciacr.it

23 Giugno 2021 - 06:00

Lo spuntino, poi lo scivolone: forse fatale lo shock termico

CREMA - Come Sakshi Panesar e Hartik Kumar Sharma si fossero conosciuti resta l’unico punto oscuro, in una tragedia agghiacciante, nella sua semplicità: uno dei due che scivola lungo il greto e l’altro che cerca di soccorrere. Ma se la studentessa, inghiottita dalle acque del canale Vacchelli l’altra mattina assieme l’amico, è descritta persino dalle compagne cui era più legata come «riservatissima», neppure il coetaneo emiliano, partito di buonora da Gualtieri, pur se estroverso, non aveva mai parlato di quella ragazza di Soncino che, con ogni probabilità, aveva incontrato grazie ai social. O almeno, è l’ipotesi che si sta facendo largo.

«Vado a Reggio a trovare gli amici», aveva detto Hartik Kumar ai genitori, lunedì. Diciannove anni tra un paio di settimane, non aveva ancora né auto né patente. E dopo aver raggiunto Reggio Emilia, è quasi certamente salito sul primo treno per Cremona e qui ha cambiato per arrivare a Crema. Concluso senza intoppi il quarto anno dell’istituto professionale per meccanici di Guastalla, era un ragazzo «solare» e uno studente «impegnato». Esattamente come Sakshi, che giusto domani avrebbe dovuto sostenere l’esame di maturità al Galilei: un’allieva «modello», pure lei di origine indiana. Avevano deciso di pranzare all’aperto coi tramezzini, dei quali i carabinieri hanno trovato i resti sulla sponda. E lì accanto, c’erano pure gli zainetti dei ragazzi, con all’interno i portafogli e quindi i documenti.

È stato così che, dopo la segnalazione del cadavere della giovane affiorato nel Vacchelli, nel tratto noto come il Mare dei poveri per essere stato frequentatissimo in passato, i militari si sono convinti che non fosse sola. Ma le ricerche, condotte anche con l’impiego di un elicottero, hanno portato all’individuazione del secondo corpo solamente in serata: era impigliato a un paio di chilometri dal punto in cui era stato ripescato quello dell’amica, a sua volta completamente vestito, ad escludere la pista del bagno mortale. Su entrambe le salme, ha stabilito il sostituto procuratore Davide Rocco, verranno eseguite le autopsie. Sebbene già da una prima analisi, non vi siano dubbi sulla causa del decesso: l’annegamento. Intanto, ieri, da Gualtieri sono giunti i familiari di Hartik per il riconoscimento. Non è escluso che a risultare fatale ai due sia stato lo shock termico dovuto alla temperatura dell’acqua che, con una velocità vicina al metro al secondo nel canale artificiale, anche in piena estate non supera i 19 grandi. Uno sbalzo, nelle giornate più calde, che fiacca immediatamente la resistenza anche dei fisici più temprati.

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