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MONTODINE. I LGIORNO DEL LUTTO

Lacrime per l’ultimo saluto a Luigi Donadei

Vittima a 29 anni di un incidente in moto a Moscazzano. «Un ragazzo forte e onesto»

Matteo Berselli

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21 Giugno 2021 - 16:15

Lacrime per l’ultimo saluto a Luigi Donadei

Luigi Donadei

MONTODINE - «La morte non è l’ultima risposta». Parole di speranza: le uniche possibili per cercare di consolare chi piange un figlio, un fratello, un compagno, morto sulla strada a soli 29 anni; le uniche con le quali provare a trovare un senso al cospetto di un dolore così enorme. Don Emilio Luppo, parroco di Montodine, nel celebrare il funerale di Luigi Donadei, la vittima dell’incidente di moto di venerdì a Moscazzano, ha invitato i familiari, gli amici, i conoscenti ad avere fede. L’ha fatto lasciando parlare le scritture: «Ci può essere la tempesta, ci possono essere i guai, i lutti, la morte e la sofferenza. Ma c’è anche Dio. E davanti a queste prove, Dio ci invita a tacere, a rimanere calmi, perché la bonaccia arriverà». 

Ci può essere la tempesta, ci possono essere i guai, i lutti, la morte e la sofferenza. Ma c’è anche Dio. E davanti a queste prove, Dio ci invita a tacere, a rimanere calmi, perché la bonaccia arriverà

Per quanto nessuno possa scrutarne o comprenderne i tempi, il destino ha la sua puntualità. L’ultimo saluto a Donadei si è svolto nella ricorrenza cristiana di San Luigi e nella stessa chiesa in cui anni fa era stato pronunciato l’addio a papà Vito, anch’egli scomparso prematuramente.

«In questi giorni tutti — continua don Emilio — tutti mi hanno parlato di Luigi come di un ragazzo forte, semplice ed esuberante ma al tempo stesso segnato da tante responsabilità. Un gran lavoratore. Lo so che viene spontaneo chiedersi dove fosse Dio venerdì scorso quand’è successo l’incidente. È umano. Ma Dio c’era quel giorno e c’è anche oggi. E non lascerà Luigi nella nuda terra, lo porterà con sé in cielo. Perché l’ultima risposta non è la morte: il santo che porta il suo nome, che veneriamo in questo giorno e che protegge la gioventù, lo affiderà al Signore».

Prima dell’inizio della cerimonia funebre, i familiari più stretti del 29enne non si sono seduti nei primi banchi: erano tutti in piedi, stretti attorno al feretro adagiato ai piedi dell’altare, come a voler rivolgere un ultimo abbraccio a Luigi, come volessero ritardare il più possibile il momento del distacco, anche quello fisico.

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