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SONCINO

"Piuttosto di farmi vaccinare, chiudo bottega"

"Io contrario all'obbligo": Arrigo Pizzocheri abbassa le serrande della sua storica gastronomia Soncincibus

Andrea Arco

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andreaarco23@gmail.com

15 Giugno 2021 - 06:00

"Piuttosto di farmi vaccinare, chiudo bottega"

SONCINO - «Dovrò forse vaccinarmi per forza? Allora meglio andare in aspettativa». La pensa così Arrigo Pizzocheri, iconico volto del commercio soncinese, titolare della gastronomia Soncincibus, premiata con la targa storica del Pirellone cinque anni fa. Pizzocheri ha chiuso il locale dopo quasi 60 anni perché dell’inoculazione anti-Covid non vuole saperne. Per lui non è un vero e proprio vaccino ma «una terapia genica sperimentale». La stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale, l’Ema, l’Istituto Superiore della Sanità e la quasi totalità dei medici la pensano in maniera diametralmente opposta, ma lui ha deciso di far valere la propria convinzione, senza fronzoli.


‘Oggi pranzo coi fiocchi, quindi vado a fare la spesa da Pizzocheri’. Cambiano le generazioni, il mantra a Soncino resta lo stesso. Da domani, però, non si potrà più dire. Il perché lo spiega lo stesso Arrigo, titolare ma anche amico e confidente di tanti soncinesi, che ha abbassato le serrande: «I motivi per cui ho chiuso? Ho impostato la mia vita professionale lavorando intensamente per molti anni, pensando poi di poter rallentare il ritmo ma è una cosa che, per gestire al meglio il negozio, non è fattibile. L’idea di lasciare c’era già – confida – ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha reso la mia decisione ancora più chiara è la probabile imposizione da parte delle autorità di una terapia genica sperimentale per gli operatori professionali della mia categoria e non solo». Siamo dunque di fronte a un negazionista? A un commerciante No Vax nel senso stretto del termine? No, al massimo Free Vax, in realtà, perché il discorso del patron di Soncincibus e la sua provocazione sono strettamente personali, come precisa: «Per non trovarmi assoggettato a qualcosa in cui non credo, ho fatto la mia scelta. Sono personalmente contrario all’obbligo perché, come scritto dagli stessi produttori, non vi è garanzia sugli effetti immediati, a medio e lungo termine. Se è così, meglio che me ne vada in aspettativa».

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