Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL VOLONTARIATO

Accd, da 35 anni "angeli del sollievo"

Il presidente Auricchio: «Esempio virtuoso della sinergia tra pubblico e privato nelle rete sociosanitaria»

Riccardo Maruti

Email:

rmaruti@laprovinciacr.it

13 Giugno 2021 - 06:30

Accd, da 35 anni "angeli del sollievo"

CREMONA - Sono gli angeli del sollievo: le donne e gli uomini dell’Accd - Associazione Cremonese per la Cura del Dolore da 35 anni infondono serenità e leniscono le sofferenze dei malati tra le sale dell’hospice, gli ambulatori ospedalieri e le abitazioni degli assistiti. Se il quadro emergenziale ha precluso al team di professionisti sanitari la possibilità di condividere un momento speciale per ripercorrere i sette lustri di attività, è il presidente dell’associazione, Antonio Auricchio, a riflettere sulla storia e sul ruolo dell’organizzazione: «Per me è un onore rappresentare un gruppo straordinario che porta avanti con impegno inesausto la propria missione — afferma —. Credo che l’Accd costituisca un esempio virtuoso di quella sinergia tra pubblico e privato che può e deve contribuire al miglioramento del sistema sociosanitario nazionale».


L’Accd, sotto l’egida dell’Asst di Cremona, gestisce l’hospice dell’ospedale Maggiore in stretta collaborazione con l’unità operativa di Terapia del Dolore e Cure Palliative diretta da Alessio Faliva e con il coinvolgimento di alcune figure della cooperativa Dolce: «L’equipe multidisciplinare ad alta specializzazione — spiega Auricchio — è strutturata in modo da offrire un supporto terapeutico, psicologico e sociale al fine di assicurare la migliore qualità di vita possibile ai malati, specialmente quelli in fase terminale, nel rispetto della dignità delle persone e delle loro scelte». Ed è così che negli spazi dell’hospice, nel padiglione 9 del complesso ospedaliero di Cremona, ha preso forma un ambiente tranquillizzante e consolatorio, persino familiare: «Il fine vita continua ad essere, per molti aspetti, un vero e proprio tabù nella nostra cultura — dice il presidente dell’associazione —. L’approccio palliativo rappresenta una rivoluzione culturale poiché consente di controllare efficacemente i sintomi lungo il percorso della malattia, di pianificare le cure anticipatamente e di elaborare il miglior supporto psico-sociale».

L’Accd, nel tempo, ha articolato attorno all’hospice un’ampia rete di progetti e azioni territoriali che ha al proprio centro il volontariato: «I volontari sono essenziali nella complessa e delicata pianificazione e attuazione della presa in carico dei pazienti - sottolinea Auricchio -. Sono la vera anima dell’Accd, persone meravigliose che dedicano tempo, energie ed esperienze a malati in condizioni di estrema fragilità e grave sofferenza. C’è chi fa parte della squadra da molti, moltissimi anni: penso, ad esempio, al nostro decano, Lino Miglioli, che da un quarto di secolo offre il suo contributo all’associazione. Non a caso l’Accd lo scorso dicembre ha cambiato ragione sociale passando da Onlus a OdV, cioè Organizzazione di Volontariato. Perché è prima di tutto grazie al volontari che in questi 35 anni si sono fatte grandi cose e tante altre ne verranno realizzate in futuro». Con lo scopo di continuare a sostenere lo sviluppo delle terapie palliative e di favorirne la diffusione alle future generazioni.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400