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MOTTA BALUFFI: IL CASO

«Spese e disinteresse». Addio all’Acquario del Po

Dopo 17 anni la struttura chiude definitivamente. «Dai politici tante parole e pochi fatti»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

12 Giugno 2021 - 07:45

«Spese e disinteresse». Addio all’Acquario del Po

Una scolaresca in visita all'Acquario del Po

MOTTA BALUFFI - A distanza di 17 anni da quel 6 giugno 2004 in cui ci fu l’inaugurazione ufficiale, si chiude definitivamente il sipario sull’Acquario del Po. La decisione, alla quale sicuramente la pandemia ha dato un ulteriore contributo negativo, ormai è definitiva, come confermano il sindaco di Motta Baluffi, Matteo Carrara, e i gestori della struttura, Vitaliano Daolio, pescatore professionista, e la moglie, Roberta Panizza. Era da un po’ che l’Acquario era in sofferenza e non si può dire che non siano state tentate tutte le strade possibili per consentirgli di proseguire la sua attività ma, purtroppo, invano.
«La struttura – spiega Carrara – avrebbe bisogno di investimenti consistenti per essere messa a norma secondo le nuove regole, investimenti che il nostro piccolo Comune non può sostenere. In più c’è il fatto che l’Acquario non è di proprietà pubblica, ma privata, della famiglia Bresciani, che l’ha sempre concesso grazie ad un comodato gratuito. C’è anche da dire che forse questa struttura non è mai stata capita fino in fondo e i buoni propositi via via espressi non si sono poi tradotti in azioni concrete».

Da parte dei gestori c’è ovviamente dispiacere: «Siamo sereni, anche perché è stata una esperienza bellissima. Certo –

Dispiace molto perché questo è davvero un piccolo angolo di paradiso. Qui c’è un silenzio assoluto, non esiste inquinamento acustico, ci sono tante potenzialità e per questo noi pensiamo da sempre che si tratta di un luogo meritevole di essere più valorizzato a livello turistico

sottolinea Roberta – dispiace molto perché questo è davvero un piccolo angolo di paradiso. Qui c’è un silenzio assoluto, non esiste inquinamento acustico, ci sono tante potenzialità e per questo noi pensiamo da sempre che si tratta di un luogo meritevole di essere più valorizzato a livello turistico. Il mio timore è che in futuro possa tornare ad essere un posto frequentato da bracconieri».
Daolio aggiunge: «È stata una esperienza di vita sicuramente positiva. Chiudiamo un capitolo e speriamo che il bagaglio di conoscenze acquisito e formato sul campo in questi 17 anni e la nostra professionalità possano confluire, chissà, in nuove progettualità. Noi ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo anche tentato, per salvare l’Acquario, di portarlo alle Colonie Padane a Cremona e a Mantova città, ma non siamo riusciti nell’intento. Negli anni sono stati tanti i politici, davvero di tutti gli schieramenti, che sono venuti a visitare l’Acquario. Purtroppo non si sono create le condizioni perché venisse aiutato concretamente. Comunque noi ringraziamo tutti i nostri visitatori, circa 50 mila dall’apertura ad oggi».

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