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CÀ D'ANDREA

"Diamo fuoco ai ne**i": odiatore razziale patteggia un anno

Nel 2017 insieme a tre amici incendiò i cancelli della struttura che accoglie i richiedenti asilo

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

10 Giugno 2021 - 17:39

"Diamo fuoco ai ne**i": odiatore razziale patteggia un anno

I segni dell'incendio sul cancello

CREMONA -  Ai suoi amici diceva: «I ne**i devono andare al loro paese», perché «sono ne**i di...». «Diamo fuoco ai ne**i». E una notte, il fuoco lo ha appiccato davvero, al cancello della struttura che accoglie i richiedenti asilo, a Cà d’Andrea. Del centro era responsabile Isaac, 57 anni, originario del Ghana, per tre mesi perseguitato dal suo odiatore razziale, un ragazzino di 21 anni. Isaac si muoveva in bicicletta, il suo stalker, in auto, lo inseguiva, accelerava, frenava bruscamente. «Mi costringeva a buttarmi nel fosso». 


Accusato di atti persecutori con l’aggravante dell’odio razziale e di danneggiamento del cancello a seguito di incendio, il 21enne ha patteggiato un anno di reclusione davanti al gup (incensurato, ha ottenuto la sospensione condizionale della pena)
I fatti risalgono al 2017. Alle due di notte del 27 novembre, l’imputato e suoi tre amici riempirono una tanica di benzina in un distributore, poi puntarono sul centro di accoglienza. Gettarono la benzina su un telo in plastica posto sul cancello, l’imputato appiccò il fuoco con la sigaretta. Poi, la fuga sull’auto con l’alettone, a fari spenti. Gli ospiti della struttura, spaventati, si precipitarono in strada. I carabinieri risalirono ai quattro grazie alle telecamere di videosorveglianza installate nella zona.
Uno dei giovani, convocato in caserma, spiegò di aver litigato, nel pomeriggio, con un immigrato. Lo raccontò all’amico. Tipo spavaldo, il 21 enne. 


Gli atti dell’indagine raccontano che l’odiatore razziale da alcuni mesi aveva preso di mira il responsabile della struttura. Dopo l’incendio, Isaac presentò la querela in caserma. Spiegò di essere terrorizzato dal suoi giovane stalker. «Io uso la bicicletta — fece verbalizzare —. In più occasioni, a bordo di auto diverse, tenta di investirmi, obbligandomi a buttarmi nei fossi lungo la strada». Tipo duro, il giovane razzista. Nel bar del paese con atteggiamento sfida, diceva: «Andiamo a bruciare la casa di quei ne**i». Per l’episodio relativo all’incendio, due coimputati hanno ottenuto la messa alla prova, il terzo sarà processato con il rito abbreviato. 

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