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SPINO D'ADDA

Il municipio fa acqua: «Colpa della tromba d’aria»

Il vicesindaco Galbiati: dopo la furia del vento di un anno fa già eseguiti interventi urgenti, ora altri

La Provincia Redazione

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10 Giugno 2021 - 07:19

Il municipio fa acqua: «Colpa della tromba d’aria»

SPINO D'ADDA - Non c’è pace per il palazzo comunale e, di conseguenza, per chi ci lavora e per chi vi si reca. Gli ultimi temporali hanno portato a nuove infiltrazioni d’acqua dal tetto, anche piuttosto importanti. Nonostante i fenomeni atmosferici e dunque la violenza delle precipitazioni non siano stati nemmeno lontanamente paragonabili alla tromba d’aria del luglio 2020, il primo piano del municipio si è allagato nuovamente. Con l’estate ormai alle porte e con essa il rischio di frequenti temporali, la situazione della copertura non lascia tranquilli. «L’estate scorsa avevamo effettuato urgenti lavori sulla parte del tetto danneggiata dalla tromba d’aria — spiega il vicesindaco Enzo Galbiati — risolvendo dunque il problema di una parte dell’edificio, quella dove si trova l’ufficio ragioneria. Per procedere con il resto avevamo presentato richiesta in Regione per lo stato di calamità naturale. Ricordiamo, purtroppo, come Spino venne devastata dalla furia del vento. C’è stato un sopralluogo dei tecnici dell’ente lombardo, ma poi non abbiamo più ricevuto comunicazioni in merito». Insomma la richiesta pare essere caduta nel nulla con il conseguente venir meno di possibili finanziamenti. A questo punto l’amministrazione deve fare da sola. Non sarà però un lavoro immediato.

L’edificio di piazza XXV Aprile, che ospita la sede del Comune, è vincolato dunque deve essere prima richiesta l’autorizzazione della Soprintendenza. Nel frattempo, il personale comunale non può fare altro che armarsi di straccio e spazzolone per cercare di tamponare le infiltrazioni che bagnano il pavimento ad ogni pioggia copiosa. Al momento gli uffici lavorano in presenza ancora con orari ridotti, per le limitazioni dovute alla pandemia, imposte dalle regole anticontagio. Il Comune è comunque sempre aperto il mattino e in due pomeriggi, dunque anche per i cittadini possono subentrare dei disagi dovuti a questo problema di tenuta della copertura. Stesso discorso per gli amministratori.

«Cercheremo di fare tutto il possibile per risolvere quanto prima il problema — conclude il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici —: certo lascia l’amaro in bocca il fatto che dalla Regione nessuno si sia più fatto vivo, almeno per aggiornarci sulla nostra richiesta». Lo stato di calamità porterebbe benefici economici anche a chi, tra gli spinesi, ha subìto danni per via della tromba d’aria. Seppur coperte da assicurazioni su abitazioni e attività, le spese sostenute possono trovare un ristoro anche nei fondi regionali che vengono normalmente stanziati per sostenere i territori che subiscono danni causati da eventi atmosferici avversi.

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