Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL CASO

I sindaci al fianco di Bonaldi: "Siamo tutti indagati"

Da Sala, Gori, Decaro, Appendino, Nardella, Pizzarotti e dal ministro Gelmini solidarietà al primo cittadino di Crema

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

09 Giugno 2021 - 06:15

I sindaci al fianco di Bonaldi: "Siamo tutti indagati"

CREMA - Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, l’ha definita «una delle sindache più brave d’Italia». E lei, Stefania Bonaldi, sorride, ringrazia. Ricci, che è anche presidente nazionale Autonomie Locali Italiane (Ali), è tra i primi ad aver espresso, ieri mattina, il sostegno alla collega indagata dalla Procura per l’infortunio accaduto all’asilo lo scorso ottobre, quando un bimbo si è schiacciato due dita della manina sinistra nell’intercapedine della porta tagliafuoco. Per fortuna, senza riportare lesioni permanenti. «Basta con queste pazzie — ha scritto Ricci —. Come si può indagare un sindaco perché un bambino dell’asilo prende le dita in mezzo alla porta? È urgente che il legislatore intervenga sulle eccessive responsabilità oggettive che hanno i sindaci». C’è chi le ha mandato un messaggio, chi le ha telefonato. E poi, l’onda lunga dei Twitter. Dal nord al sud. Da Beppe Sala e Giorgio Gori, sindaci di Milano e Bergamo, ad Antonio Decaro, lui sindaco di Bari e presidente dell’Associazione dei comuni italiani (Anci), dalla ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini, tutti ieri si sono schierati con la sindaca Bonaldi che giovedì scorso, mentre distribuiva la Costituzione ai ragazzi, ha ricevuto la visita del maresciallo. «Mi spiace non è una bella notizia». La cattiva notizia: «L’avviso di conclusione indagini». Per fortuna, una storia finita bene: una volta guarito, i genitori hanno riportato il figlio in quello stesso asilo. Ma la Procura ora contesta alla sindaca di Crema «la mancanza di dispositivi idonei ad evitare la chiusura automatica della porta».



In mattinata, da Milano la telefonata di Beppe Sala. «Mi ha detto che prende l’occasione per parlare a Mattarella sul tema della responsabilità dei sindaci». Poi, quella della sindaca di Torino Chiara Appendino. La solidarietà è rimbalzata di twitter in twitter. Da Bergamo, il sindaco Gori è stato tra i primi a commentare, tra la sorpresa e lo sconcerto: «Avviso di garanzia a Stefania Bonaldi, sindaca di Crema, perché un bambino dell’asilo si è chiuso due dita nel cardine di una porta tagliafuoco, senza conseguenze permanenti. L’accusa: avrebbe dovuto impedire che la porta si chiudesse automaticamente. Ma si può andare avanti così?». Da Bergamo a Firenze con il sindaco Dario Nardella che ha cinguettato: «Ora avete capito perché in Italia nessuno se la sente più di fare il sindaco?». «Continuo a ricevere messaggi e telefonate — ha proseguito la sindaca Bonaldi —. Tutti i colleghi hanno capito la mia intenzione e hanno detto: ‘Utilizziamo questa situazione paradossale per far capire come non può continuare a funzionare che un sindaco venga chiamato a rispondere per tutto quello che accade nel perimetro del suo Comune, che venga chiamato per una responsabilità oggettiva’. In questi termini mi piace porre il tema». Le telefonate di Mattia Palazzi, sindaco di Mantova e di Emilio Del Bono, di Brescia.

"IO INDAGATA": LA COMUNICAZIONE DI BONALDI


«Sono tutti rimasti toccati dalla situazione, perché può accadere a ciascuno di noi ogni giorno», commenta Bonaldi. Da Parma, il sostegno di Federico Pizzarotti con un lungo post su Facebook: «Così è davvero difficile amministrare. Non ci si sorprenda se ultimamente la stampa dà in ritirata la volontà dei cittadini di diventare sindaci della propria città. Capisco le ragioni e le perplessità della sindaca Stefania Bonaldi verso cui, per quanto possa servire, va il mio sostegno. Fare il sindaco oggi, significa caricarsi di rischi e responsabilità fuori dal Comune, a fronte di una macchina burocratica italiana spesso lenta e da riformare in favore del bene comune e dell’efficienza. È difficile fare il sindaco, molto difficile. Forse anche per questo è il lavoro più bello del mondo, sicuramente è il mestiere che dà più soddisfazioni: ogni giorno si lavora per migliorare la vita dei propri cittadini e della città, e ogni passo in avanti è sempre una gioia». Ma c’è un ma. «Qualcosa deve cambiare — conclude Pizzarotti —. Leggere queste notizie dà la misura di quanto siano complicati e poco chiari ruolo, poteri e responsabilità di noi cittadini-amministratori, noi sindaci». Il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, su Facebook, ha espresso «piena solidarietà a Stefania Bonaldi» e ha fatto sue le parole del presidente di Anci Decaro. Il vice sindaco Andrea Virgilio ha condiviso il post di Ricci e commentato: «Oggi gli amministratori di piccoli e grandi comuni sono in prima linea nel dover gestire la vita ordinaria e straordinaria di una comunità. C’è oggi l’esigenza di affrontare finalmente il tema della responsabilità dei sindaci. Un abbraccio a Stefania Bonaldi e a tutti i sindaci che ogni giorno rischiano situazioni paradossali come questa».


Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • riccardi.sergio

    09 Giugno 2021 - 14:43

    oltre il sindaco devono indagare anche chi in quel momento aveva in custodia il bambino......

    Report

    Rispondi