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CORONAVIRUS: LA SCUOLA

Letizia in cattedra a 20 anni. Sui banchi i quasi coetanei

La figlia del sindaco di Crema Bonaldi, universitaria, ha insegnato spagnolo allo Sraffa. «Esperienza unica»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

08 Giugno 2021 - 09:29

Letizia in cattedra a 20 anni. Sui banchi i quasi coetanei

Letizia Ferroni diplomata nel 2019 al liceo linguistico Racchetti da Vinci è attualmente al secondo anno di Scienze linguistiche alla Cattolica di Milano

CREMA - Insegnare spagnolo a 20 anni a studenti di 16/17, in piena emergenza Covid-19, vivendo l’esordio da docente in mezzo a tutte le difficoltà e complicazioni – didattica a distanza in testa – del difficile anno scolastico che si chiude oggi. Un’esperienza vissuta da Letizia Ferroni, diplomata nel 2019 al liceo linguistico Racchetti da Vinci, e attualmente al secondo anno di Scienze linguistiche alla Cattolica di Milano. Letizia vive in città: è la figlia del sindaco, Stefania Bonaldi e di Gianfranco Maurizio. A ottobre 2020, anche su suggerimento di una sua ex professoressa delle superiori, aveva deciso di dare la propria disponibilità all’insegnamento dello spagnolo – lingua che studia da ormai 10 anni – all’istituto Sraffa.

«Mancavano docenti – racconta – al che mi sono fatta avanti». Un mese dopo era già in cattedra come supplente, di gran

Ho capito di essere in grado di insegnare le basi della lingua spagnola agli studenti di seconda e terza indirizzo sociale

lunga la ‘prof’ più giovane della scuola. «Ho vissuto un’esperienza entusiasmante – prosegue –: oggi (ieri, Ndc) è stato il mio ultimo giorno di scuola. Congedandomi dai ragazzi ho detto che quello che io ho trasmesso loro in questi mesi è forse un decimo di ciò che mi hanno dato». La volontà di continuare su questa strada anche a settembre c’è tutta. La 20enne studentessa universitaria ha infatti confermato la propria disponibilità all’istituto. «Inizialmente pensavo di non avere le competenze e che la mia supplenza non fosse rispettosa per chi è già laureato – aggiunge – ma poi ho capito di essere in grado di insegnare le basi della lingua spagnola agli studenti di seconda e terza indirizzo sociale, le due classi che ho seguito con un incarico di quattro ore complessive la settimana. Con le lezioni sempre al mattino e con l’università che si è fermata per l’emergenza sanitaria, non ho avuto problemi a conciliare studio e insegnamento. Facevo lezione in Dad e poi seguivo i miei corsi da remoto». Ferroni frequenta lingue per l’impresa, un indirizzo che si interseca con l’economia.

La sua prospettiva non è dunque quella di lavorare come professoressa. «Almeno non l’unica – prosegue –: ma a settembre vorrei comunque andare avanti. Si è trattato di un’esperienza molto positiva. A vent’anni essere dietro una cattedra ti dà una

Ritengo che la chiave per rapportarsi con studenti che sono quasi dei miei coetanei, sia l’empatia

grande responsabilità. Ritengo che la chiave per rapportarsi con studenti che sono quasi dei miei coetanei, sia l’empatia. Devi essere predisposta al dialogo, non sei superiore a loro, piuttosto devi essere una guida, cerchi di tenere il gruppo compatto e di comunicare, ma senza lasciare nessuno indietro. Ritengo che la mia giovane età in questo caso sia stata più di aiuto che di ostacolo: ho cercato di rendere le lezioni interattive per far sentire gli studenti parte integrante, così che acquisissero le informazioni in maniera magari meno convenzionale ma anche meno noiosa. Ho sfruttato tutti gli strumenti a disposizione, specialmente in Dad, utilizzando ad esempio dei video, e ho cercato di essere umile. A chi mi chiedeva il motivo per il quale deve studiare lo spagnolo e in generale una lingua straniera, ho cercato di far capire quanto ciò apra le porte del mondo. Abbiamo concluso il programma in anticipo. Sono davvero soddisfatta».

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