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IL DRAMMATICO TAMPONAMENTO

Il giorno dopo si cercano le cause della tragedia

Velocità, sicurezza: tornavano dal Campus di Parma, cordoglio per le cinque vittime dell’A21

Elisa Calamari

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05 Giugno 2021 - 08:55

Il giorno dopo si cercano le cause della tragedia

MONTICELLI D'ONGINA - Stavano tornando da Parma, dove per conto della ditta edile Mapen di Corte Franca (Brescia) erano impegnati in un cantiere da un milione di euro, per la realizzazione del Parma Food Business Incubator al Campus Scienze e tecnologie dell’Università degli studi. Ogni mattina la sveglia all’alba, poi almeno un’ora e mezza di strada fra A21 e A1 per raggiungere la città Ducale. E nel pomeriggio, sfiniti dal lavoro, il tragitto di ritorno. Che lungo il rettilineo della bretella, poco prima di Cremona, sembrava quasi terminato: la sensazione di essere alle porte di casa. E invece alle 18 dell’altro ieri, fra San Pietro in Cerro e Monticelli d’Ongina, il loro Fiat Doblò si è schiantato come un missile contro un tir di una ditta di trasporti di Ancona.

LE VITTIME

A perdere la vita nell’inferno di lamiere dell’autostrada sono stati il 55enne Maurizio Signoroni di Adro che era al volante, il 39enne Simone Abeni di Corte Franca, il 67enne Bruno Bracchi di Adro, il 51enne Az Eddine Er Rahhali di Capriolo e il 40enne Hassan Seddiki di Covo in provincia di Bergamo. A casa, ad attenderli, c’erano mogli, figli, genitori. Bracchi, il veterano del gruppo, sarebbe andato in pensione fra poco. Abeni, il più giovane, l’A21 la conosceva bene perché la percorreva spesso per raggiungere il fiume Po dove coltivava la sua passione per la pesca. Seddiki, di nazionalità marocchina così come Er Rahhali, era papà di tre bimbi. Storie e vite diverse, unite dalla società edile bresciana che ieri è rimasta chiusa per lutto. I famigliari si sono recati all’obitorio di Piacenza per il riconoscimento delle salme; i messaggi di cordoglio sono arrivati dai luoghi di residenza ma anche dalle tante località in cui gli operai sono stati lavorativamente impegnati nell’arco degli anni.

LE CAUSE

Velocità, distrazione, stanchezza, la frenata troppo tardi: impossibile risalire con certezza alle cause della tragedia. Di sicuro l’autoarticolato era fermo in colonna a causa di un precedente incidente, a confermarlo anche i dati del cronotachigrafo scaricati dagli agenti della Polstrada di Cremona. Fra le ipotesi più avvalorate, c’è quella del colpo di sonno. Oppure il malore, ecco perché è stata disposta l’autopsia per il conducente. A lasciarlo supporre, anche la testimonianza dell’agricoltore della Bassa Piacentina che si trovava in un campo adiacente all’autostrada e ha assistito alla terribile scena: ha parlato di frenata tardiva, solo pochi metri prima del punto dell’impatto. «Ho pensato ‘Ma cosa fa? Non si ferma? E poi il boato», ha raccontato ancora l’agricoltore di San Pietro. L’uomo avrebbe anche riferito che il camion aveva le quattro frecce accese.

ALTRI SCHIANTI

Ieri pomeriggio altro schianto sul tratto piacentino dell’A21 all’altezza di Castelvetro, fortunatamente con conseguenze meno gravi. Un ulteriore incidente mortale, invece, si è verificato lungo l’A4, che è stata chiusa da Ospitaletto a Brescia Ovest: a perdere la vita, l’autista di un camion che si è scontrato con un altro mezzo pesante. Anche questa, di fatto, una morte sul lavoro.

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