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Ferisce e perseguita la ex: in cella un 40enne

L’operaio condannato a due anni di reclusione: non si era arreso alla fine della relazione

Luca Ugaglia

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redazione@laprovinciacr.it

05 Giugno 2021 - 06:27

Ferisce e perseguita la ex: in cella un 40enne

SESTO - Lesioni, minacce aggravate e atti persecutori. Con queste accuse gravissime, nei giorni scorsi è stato arrestato dai carabinieri A.P., operaio quarantenne originario della provincia di Salerno, celibe, residente da alcuni anni sul territorio comunale. A prelevarlo presso la sua abitazione e a condurlo alla casa circondariale di Cremona sono stati i militari della stazione di Castelverde al comando del maresciallo Gianluca De Carli. I militari hanno eseguito un ordine di carcerazione per espiazione di pena emesso dalla Procura della Repubblica della città del Torrazzo. L’uomo, una vecchia conoscenza della giustizia, in quanto pregiudicato, già arrestato in passato e più volte denunciato per aver commesso gli stessi reati, dovrà scontare due anni di reclusione.

I fatti risalgono all’estate del 2016, quando l’operaio nato nel 1980 si era innamorato di una giovane cremonese con la quale aveva intrapreso una relazione che però, a giudicare dagli episodi di violenza che l’hanno costellata, di sentimentale aveva ben poco. Tra alti e bassi, infatti, la fidanzata si è accorta subito della sua indole violenta, che ha raggiunto il culmine negli ultimi periodi della loro relazione quando dopo un litigio l’uomo l’aveva addirittura ferita ad una mano con un coltello. La classica

Dopo un litigio l’uomo l’aveva addirittura ferita ad una mano con un coltello

goccia che ha fatto traboccare il vaso e troncare definitivamente la loro relazione. Stanca di questo rapporto che per lei era diventato molto, troppo pericoloso, la donna aveva deciso infatti di andarsene e di non vederlo più, scelta che lui evidentemente non ha mai digerito visto che dopo l’interruzione della loro frequentazione, l’operaio ha continuato a perseguitarla con telefonate, pedinamenti e controlli ossessivi. L’apice è stato raggiunto nel novembre del 2016 quando lui, stando agli atti dell’accusa, si è appostato sotto l’abitazione della ex in attesa che lei uscisse e dopo averla vista salire a bordo dell’auto di un amico, che a sua volta la stava accompagnando da un’altra amica, li ha seguiti tentando anche di speronare la vettura. Una volta giunta a destinazione l’ha costretta a salire in macchina con lui portandola a casa sua, ma le urla della giovane lo hanno fatto desistere da ogni proposito, inducendolo a riaccompagnare la ragazza, spaventatissima, presso l’abitazione della madre. L’ennesimo campanello di allarme per l’incolumità della donna l’ha indotta a presentare un’altra denuncia in caserma, che per la gravità dei comportamenti e sulla base dei precedenti dell’uomo, ha fatto scattare le manette ai suoi polsi.

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