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LA SENTENZA

Botte e minacce alla moglie incinta: condannato il bruto

3 anni e 6 mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni: per ora una provvisionale di 5 mila euro

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

26 Maggio 2021 - 19:50

Botte e minacce alla moglie incinta: condannato il bruto

CREMONA - Ora che il marito brutale è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per aver riempito di botte, quasi soffocato e minacciato di morte la moglie anche quando era incinta, Michela Tomasoni, l’avvocato della vittima, dice: «La misura interdittiva del divieto di avvicinamento disposta dal gip Pierpaolo Beluzzi nel 2019 è stata, a mio avviso, di fondamentale importanza, perché ha tutelato l’incolumità della mia assistita e l’ha messa al riparo da degenerazioni che avrebbero potuto produrre epiloghi veramente drammatici». Le tre pagine dell’ordinanza emessa due anni fa dal gip, su richiesta del pm Chiara Treballi, raccontano una storia di inaudita violenza di Artur, marito spesso ubriaco e che tirava anche di cocaina.

È la terribile storia di Laura strattonata, presa a spintoni, tirata per i capelli, umiliata, offesa, pedinata quando andava al lavoro. Prima e dopo la gravidanza. La storia di Laura minacciata di morte: «Ti spezzo le gambe, ti taglio la testa e la mostro ai tuo genitori, ti ammazzo». A marzo del 2018, lei, al quarto mese di gravidanza, scopre il marito al telefono con un’altra. Il

Laura è stata minacciata di morte dal marito: «Ti spezzo le gambe, ti taglio la testa e la mostro ai tuoi genitori, ti ammazzo»

litigio, le botte. Artur l’afferra per i capelli, la butta giù dal divano, la trascina per tutto l’appartamento, poi, la spinge a terra, «schiacciandole la faccia in giù e tenendola bloccata con un ginocchio sul collo ed una mano sulla schiena, con una forza tale da farle mancare il respiro». Quel giorno Laura non va al Pronto soccorso, non chiama le forze dell’ordine. Nel luglio successivo, quasi al termine della gravidanza, Laura scende in cortile. «Artur, il pranzo è pronto». Si prende una sberla così forte che gli occhiali si rompono. Artur la trascina per i capelli e ancora violenza. Nel novembre del 2018, Artur si arrabbia perché Laura lo ha svegliato. È feroce. Le mette le mani al collo, la fa svenire. Il 27 aprile del 2019 e per quindici giorni, stanca di subire, Laura non cucina più, non stira più, non si occupa più della casa. E ogni volta, sono botte. Nel giugno del 2019, altra lite. Artur spoglia la moglie, la lascia nuda sul pianerottolo per venti minuti, fino all’arrivo della madre di lei, mentre in casa il bimbo piange. Il 14 agosto del 2019, Laura entra in casa per ritirare le sue cose, Artur la spinge giù dalle scale. Ce n’è abbastanza. Artur è stato anche condannato a risarcire i danni a Laura, parte civile: per ora, una provvisionale di 5 mila euro.

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Commenti all'articolo

  • mauro.61

    27 Maggio 2021 - 13:02

    Spero tanto che dopo la pena se ne torni in Albania e ci rimanga per sempre

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