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Cremona capitale del latte: l’industria è pronta alla sfida

Auricchio, leader nella produzione di provolone e delegato di Assolatte. «Grazie ai nostri agricoltori, il prodotto cremonese è al top in Italia»

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

04 Giugno 2021 - 09:13

Cremona capitale del latte: l’industria è pronta alla sfida

La lavorazione del provolone Auricchio

CREMONA - Cremona capitale mondiale del latte? L’industria è pronta a raccogliere la proposta lanciata dal sindaco Gianluca Galimberti. Chiedere ad Antonio Auricchio se sposa l’idea, è come andare a nozze. Perché senza il latte, sulle tavole degli italiani e non solo, non verrebbe servito, tra gli altri, il provolone «più buono del mondo», una storia iniziata nel 1887 a San Giuseppe Vesuviano. Qui Gennaro Auricchio fondò l’azienda leader mondiale della produzione di provolone. Nella ricetta, un segreto. Gli Auricchio oggi sono alla quarta generazione. E solo nello stabilimento di Gazzo di Pieve San Giacomo dove si producono i tre tipi di provolone, «lavoriamo 4 mila quintali di latte al giorno, ovviamente solo latte italiano. I formaggi derivano da un buon latte e il latte di Cremona è uno dei migliori. Sono molto legato ai nostri agricoltori e a tutte le eccellenze italiane che dobbiamo assolutamente proteggere».

Da «formaggiaio» ed «essendo cremonese», l’imprenditore Auricchio considerava «che Cremona fosse già capitale mondiale dei formaggi, perché noi produciamo delle eccellenze assolute». Come delegato di Assolatte, in tale veste «dentro in tutti i Consorzi di prodotti italiani», e da presidente del Consorzio del Gorgonzola («Fa piacere che per la prima volta in Italia il presidente del Consorzio del Gorgonzola non sia novarese, ma un cremonese, come sono io»), Auricchio si dice «molto arrabbiato per le fake news sul latte: affermare che il latte fa male è assurdo, è ora di smetterla. Queste fake non solo fa danno ad un settore importantissimo per la nostra Cremona, il latte è una punta dell’iceberg». 

Sono molto arrabbiato per le fake news sul latte: affermare che il latte fa male è assurdo, è ora di smetterla

Ma c’è «un’altra guerra» che Auricchio combatte. Una «guerra senza morti, sui prodotti imitati: noi dobbiamo farli talmente buoni che il nostro consumatore americano, piuttosto che thailandese, cinese, europeo compri il nostro formaggio che è nettamente più buono degli altri, perché noi qui lo produciamo. Penso al Grana Padano, al Parmigiano Reggiano. Sono talmente buoni che non sono nemmeno da paragonare». E uno dei segreti della bontà è proprio il latte. 

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