Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA

Sparita la cassaforte del carcere: agente a processo

Ma l'avvocato difensore, Luca Curatti, parla di «meri indizi, nessuna prova»

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

27 Maggio 2021 - 20:13

Sparita la cassaforte del carcere: agente a processo

CREMONA - Ottobre del 2018: in carcere succede un furto che ha dell’incredibile. Qualcuno ruba la cassaforte all’interno del bar-spaccio, al piano terra della palazzina che ospita gli amministrativi e la direzione. In un luogo dove la vigilanza è massima, quale è un istituto di pena, intorno alle sette di sera il ladro addirittura smura la cassaforte e se ne va con un bottino di oltre 5 mila euro. Un furto «misterioso», si disse allora. I sospetti ricaddero su chi gestiva il bar-spaccio: un agente di polizia penitenziaria, campano di origine, sui cinquant’anni, un tipo «bonaccione», lo descrivono.


Ora l’agente di polizia penitenziaria è stato rinviato a giudizio per il furto aggravato della cassaforte con il denaro destinato all’Ente di assistenza per il personale dell’amministrazione penitenziaria. Il gup ha accolto la richiesta del pm Vitina Pinto. Il processo è fissato per il prossimo 9 novembre. L’avvocato Luca Curatti aveva chiesto al gip di pronunciare il «non luogo a procedere». Il difensore parla di «meri indizi, nessuna prova». «Abbiamo sostenuto che non vi sono elementi che possano costituire la prova certa della responsabilità del mio assistito, il quale ha da sempre negato ogni addebito - spiega Curatti —. Al processo, sarà la Procura a dover dare la prova della colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Ci sono solo indizi. Noi andiamo al dibattimento sereni».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400