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LE RICERCHE

La crisi infinita, giovani senza fiducia

Frena la voglia di fare impresa, peggiora la condizione finanziaria e si ridimensionano i progetti per il futuro

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

22 Maggio 2021 - 06:38

La crisi infinita, giovani senza fiducia

CREMONA - Imprenditoria e giovani è un binomio che in Italia non ha sfondato. Anche nelle realtà più dinamiche, come la Lombardia. Eppure, in questi tempi di ripartenza e di uscita dalla pandemia, è proprio nell’imprenditoria giovanile, in particolare quella digitalizzata, che risiede la maggiore resilienza e, soprattutto, la maggiore spinta a vincere le sfide dei prossimi mesi e dei prossimi anni per ridisegnare uno scenario economico competitivo, dinamico, pronto a gestire al meglio ricerca e sviluppo, internazionalizzazione, innovazione. Questo, per sommi capi, lo scenario che emerge dall’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere sulla nati-mortalità delle imprese, secondo cui la crisi pandemica ha certamente contribuito a frenare la voglia di fare impresa dei giovani

CREMONA, IMPRESE GIOVANILI IN CALO

Se in Lombardia, nel decennio compreso tra 2011 e il 2020, le imprese giovanili sono passate da 95.790 a 74.763, con una perdita di oltre 21 mila realtà (la variazione più consistente in valore assoluto nel periodo considerato tra le regioni italiane), vale a dire un calo del 21,9%, a Cremona le imprese giovanili registrate al 31 dicembre scorso erano 2.450, l’8,5% del totale delle imprese registrate nello stesso anno; quella percentuale era pari al 12% nel 2011. Il dato lombardo è peraltro in linea con quello nazionale, dove nel decennio preso in esame si è registrato un calo di imprese giovanili pari al 22,4%. A fine 2020 in Italia si contavano circa 541 mila imprese giovanili iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio contro le 697 mila presenti nel 2011. E se prima un’impresa su dieci era under 35, adesso il peso dei giovani sul tessuto imprenditoriale è sceso all’8,9%. Solo nel 2020 si sono perse 18.900 nuove imprese giovanili rispetto al 2019, con una perdita del 18,0% contro il -16,9% delle altre imprese.

CROLLA LA FIDUCIA PER IL FUTURO

Secondo la recente ricerca ricerca condotta dalla professoressa Guendalina Graffigna, direttore dell’EngageMinds Hub dell’Università Cattolica, campus di Cremona, più della metà degli italiani dichiara che sarà più centrata sul presente (54% del campione) e meno incline a progettare il futuro e il 40% degli italiani ritiene che, anche quando la crisi da Covid-19 sarà passata il suo modo di consumare sarà molto diverso rispetto a prima. Infine, il 73% degli italiani ritiene che le giovani generazioni siano destinate a vivere peggio della generazione dei loro genitori per via di questa pandemia. Oggi, sulla base della rilevazione, il 36% degli italiani, con accentuazione tra i giovani, definisce peggiore la condizione finanziaria della propria famiglia mentre il 77% si dichiara pessimista sulla situazione economica generale dell’Italia. «Anche questo è un segnale importante perché indica pessimismo circa la capacità di ripresa economica del Paese e dall’altra parte determina un orientamento più cauto negli investimenti economici delle persone, appunto più insicure per l'andamento economico», commenta la docente del campus cremonese della Cattolica.
 

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