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«Il futuro passa dal digitale. La città sarà protagonista»

L’analisi di Ignazio Castiglioni, partner con HAT di un maxi investimento in tecnologia sanitaria

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

17 Maggio 2021 - 09:12

«Il futuro passa  dal digitale. La città sarà protagonista»

Il manager Ignazio Castiglioni

CREMONA - Porta anche la firma di Ignazio Castiglioni (cremonese doc trapiantato a Milano, maturità scientifica al Liceo Aselli e laurea in ingegneria gestionale con specializzazione in finanza al Politecnico), il recente maxi aumento di capitale da 130 milioni di dollari - circa 107 milioni di euro - della Huma Therapeutics Limited, società internazionale specializzata in tecnologia per la sanità. L’unico operatore italiano di private equity scelto come partner strategico e finanziario dell’investimento (al fianco di giganti come Bayer. Hitachi, Samsung, Sony e Unilever) è stato infatti HAT, società guidata dallo stesso Castiglioni - che ne è anche cofondatore insieme al presidente Nino Attanasio - con il ruolo di amministratore delegato. HAT entra in Huma con il suo fondo ‘HAT Technology & Innovation’ per supportarne la crescita sul mercato domestico. Il nuovo investimento verrà destinato all’espansione della piattaforma digitale di Huma a livello internazionale, con particolare riferimento a Stati Uniti, Asia, Europa (quindi anche Italia) e Medio Oriente. Le risorse permetteranno, inoltre, lo sviluppo tecnologico e commerciale della piattaforma; con l’obiettivo di portare le cure proattive e predittive su scala globale e di alimentare gli ‘ospedali a domicilio’ - in forma digitale - supportando le aziende farmaceutiche e la ricerca scientifica nei più grandi studi clinici decentralizzati mai effettuati.


«Mai come in questo momento - precisa Castiglioni, manager ed imprenditore con oltre vent’anni di esperienza nel settore

La tecnologia pionieristica di Huma può costituire un vero game-changer nel settore della sanità e della ricerca scientifica

della finanza e dell’advisory, nominato lo scorso anno tra i 50 professionisti del private equity più influenti in Italia - si è raggiunto un livello altissimo di consapevolezza sui vantaggi e sul valore dell’innovazione tecnologica in campo sanitario, come fattore cruciale e strettamente correlato ad ogni aspetto della vita economia e sociale ed economica di un Paese. La tecnologia pionieristica di Huma può costituire un vero game-changer nel settore della sanità e della ricerca scientifica. HAT, con il suo quarto fondo di private equity, è entusiasta di collaborare con Huma ed il suo management e di offrire, grazie alle nostre competenze e ad un network consolidato, il supporto necessario alla crescita sul mercato domestico. Una crescita che siamo certi potrà generare molto valore per il sistema sanitario e i cittadini».
E del resto il mercato del ‘digital health’ è in fortissima crescita. «Siamo alle prese con una grande svolta, ed è ormai evidente che il ‘new normal’, l’attesa normalità post-Covid, sarà ed è già all’insegna del ‘digital’. Dunque rappresenta un’opportunità di particolare interesse anche per gli investitori istituzionali come noi, sempre alla ricerca di settori redditizi e nello stesso tempo in grado di portare benefici economici e di qualità della vita ai territori ed alle comunità. Huma ci ha scelto anche per favorire la sua diffusione nel mercato italiano, dove il progressivo e crescente invecchiamento della popolazione renderà sempre più richiesti e concretamente utili gli strumenti tecnologici di telemedicina o - come li chiama proprio Huma - gli ‘ospedali a domicilio’».

Un’operazione che raccoglie liquidità grazie ad investimenti di finanza alternativa: «La sola in grado di chiudere il circolo

Siamo molto attenti ai territori, e siamo convinti che anche Cremona oggi possa vantare grandi potenzialità

virtuoso che immette le risorse dei grandi investitori direttamente nelle casse delle aziende del territorio, dunque nell’economia reale. Un sistema che attrae sempre di più: basti pensare che tra il 2020 ed il 2025 gli investimenti in private equity raddoppieranno a livello mondiale, mentre solo in Europa è prevista una crescita non inferiore al 47%». Una massa gigantesca di denaro, un ‘potenziale di fuoco’ da utilizzare al meglio. «Lo sanno bene le molte imprese che puntano su di noi, e giustamente si definiscono ‘imprese che investono nelle imprese», sottolinea Castiglioni. E lo sa altrettanto bene HAT, passata in poco più di dieci anni di attività da 10 a 400 milioni di asset a disposizione di investimenti strategici. «Siamo molto attenti ai territori, e siamo convinti che anche Cremona oggi possa vantare grandi potenzialità», prosegue il manager, rimasto molto legato alla sua città d’origine (è anche membro del consiglio di amministrazione di Growens, ex Mail Up).

«Il Polo Tecnologico ha da poco concluso il raddoppio della sua sede e Cremona può giocare un ruolo veramente importante in anni nei quali la digitalizzazione avrà un compito sempre maggiore. Le eccellenze del nostro territorio - a partire dall’agricoltura e dal suo progressivo sviluppo in ‘agrifood tech’ - costituiscono ambiti di grande interesse per gli investitori. Ci sono parecchie aziende, e più in generale un tessuto produttivo che ha imboccato con decisione la strada della tecnologia e dell’innovazione. Rappresentano il nostro target ideale»; ‘sorvegliate speciali’ da parte di HAT, uno dei principali player italiani indipendenti attivo nel mercato degli investimenti alternativi, con un’importante specializzazione nel tech e nell’innovazione.
Con circa 400 milioni di euro di asset, gestisce quattro fondi tematici, uno di infrastrutture e tre di private equity, tra cui proprio il fondo ‘HAT Technology & Innovation’, che con l’operazione-Huma ha così completato il suo terzo investimento, dopo quelli che hanno interessato Advice Group, società di digital marketing, e Marval, società attiva nel settore della meccatronica.

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