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CREMA. LA SCUOLA

L’indagine al Pacioli: «Da noi c’è bullismo?»

Questionario anonimo distribuito agli oltre 1.500 studenti dell’istituto superiore

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

17 Maggio 2021 - 06:39

L’indagine al Pacioli: «Da noi c’è bullismo?»

CREMA - Un questionario sul bullismo e il cyberbullismo rivolto agli oltre 1.500 tra studenti e studentesse. E' quanto ha deciso di proporre l'istituto superiore Pacioli, diretto da Paola Viccardi. Rispondendo alle domande dell’indagine, i ragazzi aiuteranno i loro docenti a capire meglio che cosa pensano e cosa fanno gli adolescenti e quanto siano diffusi i fenomeni del bullismo e del

Le risposte saranno assolutamente anonime e non sarà possibile risalire a chi ha compilato il questionario

cyberbullismo.
Le risposte saranno assolutamente anonime e non sarà possibile risalire a chi ha compilato il questionario: questo significa che nessuno potrà sapere cosa ciascuno studente ha risposto, nemmeno i genitori o gli insegnanti. Le domande tendono a conoscere se nella scuola, adulti e allievi sono attenti e sensibili al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, se sono chiare le conseguenze a cui va incontro chi commette questi atti, se l’istituto frequentato è un luogo sicuro per gli studenti, se da settembre 2020 a ora, sono stati fatti incontri, anche online, sui temi del bullismo e cyberbullismo, per alunni e genitori.

Inoltre viene chiesto ai ragazzi se conoscono i referenti del bullismo e del cyberbullismo della loro scuola, quante volte hanno subito prepotenze (specificando cosa si intende per prepotenze), quante volte sono stati presi di mira a causa della loro etnia o paese di origine, quante volte perché gay o lesbica, quante volte per una disabilità. Viene chiesto se gli adolescenti sono stati picchiati, presi in giro, esclusi da qualche attività, se sono state messe in giro voci sul loro colto, se sono stati derubati, spinti, strattonati, insultati, ma anche se hanno preso parte ad episodi di bullismo. Il questionario passa poi a indagare sul cyberbullismo, chiedendo se gli studenti hanno ricevuto minacce e insulti su internet, se hanno trovato o ricevuto foto o video imbarazzanti o intimi che li riguardano, se qualcuno si sia appropriato di informazioni o materiale personale per poi riutilizzarli, se sono stati esclusi da gruppi online.

Di contro viene anche chiesto se i ragazzi hanno mai preso parte ad episodi di cyberbullismo verso coetanei. In ultimo si vuole sapere se gli insegnanti si siano accorti di questi episodi e come si siano comportati e se le regole della scuola siano chiare, se i ragazzi soffrano di particolari disagi e infine anche come abbia influito il Covid sui loro comportamenti.

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