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CORONAVIRUS. I GIOVANi

Gli incubi del lockdown: le donne prime vittime

Presentato il video realizzato dai ragazzi del Ghisleri con la toccante testimonianza di una giovane

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

15 Maggio 2021 - 06:49

Gli incubi del lockdown: le donne prime vittime

CREMONA - «Ad un certo momento mio marito mi ha dato fuoco, se non fosse stato per i miei vicini di casa non sarei qui a raccontarlo». Non fa tanti giri di parole, Pinky Aoulakh, giovane donna indiana di trent’anni che nella notte del 20 novembre 2015 ha rischiato di soccombere alla follia del marito. Il tono di voce è fermo, lo sguardo è fisso ma tradisce emozione, i brividi corrono lungo la schiena ai ragazzi del Ghisleri e della classe 4ª B Rim riunita in aula magna insieme alle studentesse del gruppo teatrale Colpo di scena, coordinato da Marianunzia Peruzzi, per la presentazione del corto, «Le stanze segrete».

La storia di Pinky Aoulakh dà forza al corto dei ragazzi che hanno raccontato la pandemia trasformando l’impossibilità di fare teatro a scuola in un laboratorio di cinema, condotto a distanza e che si è avvalso di Francesca Reali per la recitazione, di Alessandra Diamanti per le riprese col drone e del maestro Giuseppe Donzelli per la colonna sonora. Pinky Aoulakh ha raccontato del matrimonio combinato, della gelosia del marito, del fastidio di lui per la sua indipendenza, per il fatto che la ragazza fosse autonoma e guidasse la macchina. «Si infuriava quando volevo indossare un paio di jeans per andare al lavoro. Io non reagivo, anche perché ero innamorata, e mi sono isolata da tutti. Fino a quando, esasperata, ho deciso di chiedere la separazione — ha raccontato —. Quella sera mi ha aggredita in casa, davanti ai figli, e mi ha dato fuoco. Mi sono salvata ma sul volto sono rimasti segni indelebili».

La testimonianza della trentenne indiana ha concluso come un pugno allo stomaco l’incontro che ha voluto raccontare come le arti performative abbiano la forza di fare testimonianza. Così è accaduto per l’impegno delle studentesse del gruppo teatrale Colpo di Scena che nel corto «Le stanze segrete» hanno raccontato la vita interrotta dall’epidemia, mettendola in relazione con le voci di poetesse come Alda Merini, Virginia Woolf, Dunya Mikhail e Wislawa Szymborska. A fare l’imbocca al lupo alle studentesse di Colpo di Scena è stato Lino Guanciale, che ha mandato un suo videomessaggio per incoraggiare i ragazzi, una gentilezza nata dal legame dell’attore con Cremona, dove una decina di anni fa tenne una serie di laboratori teatrali.

E sempre ad entrare nel merito dei linguaggi performativi è stato Pippo Crotti, attore e mimo del Cirque du Soleil che ha raccontato cosa ha voluto dire per lui fermarsi, a causa della pandemia, mentre la preside Simona Piperno ha non solo aperto la giornata, ma ha sottolineato l’importanza del lavoro delle ragazze e la necessità di tenere alta l’attenzione nei confronti degli atti di violenza di genere. Mariam Zidhou, Navjot Kaur, Andrea Paola Ungari, Melania Feicksuk, Veronica Volpe, Deborah Rabe Blen, Simona David Francesca, Nancy Kobly, Cheryll Otchoumou, Marinella Brahja insieme a Yayi Carmona per la grafica disegni e a Elisa Damiani hanno raccolto dalla platea del Ghisleri — platea in presenza come quella collegata in Dad — i meritati applausi per un lavoro intenso e pieno di poesia che ha saputo raccontare l’improvvisa interruzione della vita normale, strizzando l’occhio ai Promessi sposi... ma per scoprire il perché vale la pena vedere il corto.

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