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Crema e la lotta ai tumori, dal 17 torna la prevenzione

All’ospedale Maggiore riaprono gli ambulatori per il pap test e la senologia organizzati con la Lilt

La Provincia Redazione

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09 Maggio 2021 - 06:56

Crema e la lotta ai tumori, dal 17 torna la prevenzione

CREMA - Ripartono le attività di prevenzione della Lega italiana lotta ai tumori. Erano ferme da oltre un anno, proprio a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. Da lunedì 17 riapriranno gli ambulatori organizzati all’ospedale Maggiore, grazie alla sinergia tra l’associazione e la direzione generale del nosocomio, guidato da Germano Pellegata. Il primo a ripartire sarà l’ambulatorio del pap test, mentre venerdì 21 sarà la volta dello sportello di senologia. Per quanto riguarda le prenotazioni, il riferimento telefonico è lo 0373-80689.

Tra i primi ad annunciare la ripresa dell’attività di prevenzione, in particolare di quella dedicata alle donne, il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni. «Sono contento di questa riapertura perché la prevenzione è molto importante e decisiva, soprattutto per le donne – sottolinea il politico cremasco –: la pandemia ha bloccato e rallentato molte visite, insieme all’impegno sulla prevenzione della Lilt. Va ringraziata la direzione dell’Azienda socio sanitaria territoriale per aver raccolto la nostra sollecitazione, e soprattutto i volontari della Lega italiana lotta ai tumori per il grande servizio che svolgono ogni giorno». Inevitabilmente, ci vorrà parecchio tempo per tornare in media con le prestazioni pre Covid. Non è escluso che, almeno all’inizio, ci siano da smaltire diversi appuntamenti. La prevenzione rimane a tutt’oggi l’arma principale contro il cancro. Il fatto dunque che ripartano gli ambulatori della Lilt rappresenta una svolta importante. L’incidenza del tumore al seno, ad esempio, è di circa 55.000 nuovi casi/anno in Italia e nel sesso femminile rappresenta il 25% del totale.

«Con un’adeguata diagnosi precoce, le possibilità di vincere questo tipo di tumore sono altissime – chiariscono dall’associazione –: va eseguita periodicamente l’autopalpazione fin dall’età giovanile. A partire dai 40 anni, bisogna rivolgersi al proprio medico di fiducia o a specialisti esperti in senologia per concordare eventuali programmi individuali di prevenzione e di diagnosi precoce (autopalpazione, visita medica, mammografia, ecografia)». Se indicata, l’ecografia può essere eseguita

Il servizio sanitario nazionale, attraverso le Regioni, garantisce a tutte le donne tra i 45-50 e 69-72 anni (fascia d’età a maggior rischio) l’esecuzione di una mammografia gratuita ogni due anni

anche prima di quell’età. «Viene consigliata in modo complementare alla mammografia, ogni qualvolta questa non risulti conclusiva – spiegano dalla Lilt –: l’ecografia, comunque, non può essere utilizzata come unico test per la diagnosi precoce del tumore della mammella». Il servizio sanitario nazionale, attraverso le Regioni, garantisce a tutte le donne tra i 45-50 e 69-72 anni (fascia d’età a maggior rischio) l’esecuzione di una mammografia gratuita ogni due anni. Ci sono poi programmi di screening organizzato, che prevedono l’attuazione di una mammografia (e degli eventuali necessari approfondimenti) ogni due anni per le donne nella fascia di età 50-69 anni. Il pap test serve invece per la prevenzione del tumore della cervice uterina, una forma che, fortunatamente, è in netto calo negli ultimi anni, sia per frequenza sia per mortalità (-75%) e ciò grazie soprattutto alla diagnosi precoce. Oggi interessa 10 donne su 100.000. Lo screening oncologico di questa neoplasia riguarda la fascia di età tra i 25 e i 64 anni, e consiste in un esame semplice e non doloroso da effettuarsi (a giudizio del medico) anche ogni tre anni.

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