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LA TRAGEDIA DI PIEVE SAN GIACOMO

"Ci vediamo a pranzo", poi lo schianto in moto: il dolore immane di mamma Carolina

Danilo e Chiara Ghitti, padre e figlia, hanno perso la vita all'incrocio maledetto: lui era un gigante buono, lei amava cucinare le torte

La Provincia Redazione

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08 Maggio 2021 - 21:36

"Ci vediamo a pranzo", poi lo schianto in moto: il dolore immane di mamma Carolina

PIEVE SAN GIACOMO - "Ciao, andiamo a fare un giro in moto, ci vediamo a pranzo". Mamma Carolina li ha salutati. Accadeva spesso che suo marito Danilo e Chiara, la loro unica figlia, salissero sulla Kawasaki 650 e facessero delle gite. Nella casa di via Palmiro Togliatti, a Travagliato, comune di 14 mila abitanti in provincia di Brescia, Carolina li attendeva per mezzogiorno. Alle 10,45, Danilo e Chiara Ghitti, 55 e 26 anni, hanno perso la vita in un campo, lungo la Postumia, nel comune di Pieve San Giacomo. Un incrocio maledetto. Una mancata precedenza, l'impatto contro un Suv Volvo. Al volante c'era un papà, gli era accanto il figlio di 19 anni, di Casalmaggiore, entrambi rimasti illesi, entrambi sotto choc. Secondo la ricostruzione della Polizia stradale, Danilo avrebbe tirato dritto. In seguito all'urto, la moto è stata scaraventata oltre il canale Delmona, nel campo. La Volvo si è girata su se stessa. E' finita, in bilico, sul guard-rail. Danilo è morto sul colpo. I soccorritori hanno provato a rianimare Chiara. Tutto inutile.

Erano legatissimi, padre e figlia, la passione per la moto e la montagna. Natali a Iseo, Ghitti lavorava all'Alfa Acciai di Brescia, Chiara, studi al centro professionale Zanardelli, cercava un impiego fisso, dopo lavoretti saltuari. Papà Danilo chiamava Chiara "la mia principessa". E Chiara gli diceva: "Tu sei il mio cuore, il mio amore". Mara, zia materna di Chiara, racconta: "Erano sempre insieme. Quando mio cognato doveva andare a fare la spesa, Chiara diceva alla mamma: 'Lo accompagno io'. Su Internet sceglievano i posti con dei bei panorami e via, andavano in moto. A Chiara piaceva colorare, fare la pasta e le torte". Una l'aveva promessa anche a Manuel, il fidanzato. Abita in un altro comune. Si erano conosciuti sette anni fa suoi banchi di scuola e non si sono più lasciati. "A causa del Covid non si erano potuti vedere", dice zia Mara. Che si dispera: "Mio cognato era un gigante buono, era l'unico che lavorava in famiglia. Viveva per la sua famiglia". Carolina e Danilo si erano conosciuti ventisette anni fa nel paese di lei, Travagliato. Danilo ci andava con gli amici. Si erano innamorati e dal loro matrimonio è nata Chiara, l'unica figlia. "Anche Chiara aveva la passione per la moto. Danilo sarebbe andato in pensione tra due anni. Gliel'avrebbe comprata. Anch'io e mio marito abbiamo la stessa passione. Saremmo andati in giro noi quattro. E' una tragedia, un dolore enorme, è una cosa troppo grossa", prosegue la zia, in lacrime.

Mamma Carolina ieri aspettava il marito e la figlia per mezzogiorno. Dopo il pranzo e il riposo, Danilo, "un pezzo di pane", avrebbe attaccato il turno in acciaieria. "Danilo e Chiara erano sempre insieme, hanno fatto il percorso della loro vita insieme ed insieme anche l'ultimo viaggio, una tragedia - scoppia a piangere Mara -. Quando me lo hanno detto, ho battuto la testa contro il muro. Mia sorella è disperata".

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