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Scanzi: "Raduno fascista a Cremona, una baracconata"

Post al vetriolo su Facebook: "Se a voi tutto questo sembra normale: a me no"

La Provincia Redazione

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08 Maggio 2021 - 18:35

Scanzi: "Raduno fascista a Cremona, una baracconata"

CREMONA - Il popolare giornalista e opinionista Andrea Scanzi, corrosiva firma de Il Fatto Quotidiano, sulla propria pagina Facebook ha dedicato un post al raduno dei militanti dell'ultra-destra che, questa mattina al cimitero di Cremona, hanno commemorato Benito Mussolini, Roberto Farinacci (il ras di Cremona) e i caduti della Repubblica di Salò. "Questa immagine non è del ‘33, ma di stamattina - scrive Scanzi -. Cremona, cimitero. Questa bella mandria di intellettuali fascisti si è esibita in un avvincente spettacolo con saluti romani. In piena violazione dei divieti, ossia dell’ordinanza del Comune che li proibisce, assieme all’esposizione di emblemi del regime fascista. I presenti erano una trentina. Tra di loro il tenente della Rsi Claudio Fedeli, repubblichino ormai 97enne. Sfortunatamente all’ultimo minuto ha dato buca come officiante della cerimonia l’esimio don Florian Abrahamowicz, presbitero austriaco, che abita a Treviso, noto per le sue controverse posizioni a favore della Repubblica sociale italiana. Il corteo fascista, presidiato dalle forze dell’ordine, è stato guidato dal fine intellettuale Gian Alberto d’Angelo. La scusa per la baracconata, oltre a omaggiare quel tizio pelato morto scappando a Dongo, è stata riverire il criminale fascista Farinacci ivi sepolto".

Il post di Scanzi prosegue così: "Farinacci, tra i macellai fasci, fu l’ultimo ad arrendersi. Beccato a Beverate il 27 aprile 1945, ai partigiani che lo arrestavano chiese: "Quanti milioni volete?". "Vogliamo la tua pelle", fu la risposta. Processato sommariamente il giorno dopo a Vimercate, tentò comicamente di difendersi da ogni accusa: “Portatemi a Cremona. Là vi diranno che ho fatto del bene e che bisogna liberarmi". La cosa più bella della sua efferata esistenza, costellata di morte e violenza, coincise con il 28 aprile 1945, quando diede l’addio al mondo previa fucilazione. In un mondo normale, questi trenta fenomeni non sarebbero a piede libero e non potrebbero celebrare un criminale. Poiché non siamo un paese normale, non sempre almeno, la speranza è che qualcuno si ricordi di applicare la legge e consegni alle patrie galere questi geni. (Se a voi tutto questo sembra normale: a me no)"

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Commenti all'articolo

  • mipa_10

    10 Maggio 2021 - 10:13

    Un giornalista dovrebbe essere un giornalista , questo qui è un giornalaio, al lettore di quello che pensa lui non gliene può fregar di meno, evidentemente il suo ego aveva bisogno di esternare. Averbbe piuttosto scrivere che il fascismo in Italia è illegale e di conseguenza la manifestazione non dovrebbe essere autorizzata, ma a naso il buon Scanzi mi suona mancIno, loro si auto gestiscono.

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