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FIUME E SICUREZZA

Telelaser sul LungoPo e targhe per le barche a motore

Dopo l’incidente di mercoledì intervengono la Polizia locale e l'Aipo: si va verso la riduzione del limite di velocità

Fulvio Stumpo

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redazione@laprovinciacr.it

07 Maggio 2021 - 06:45

Telelaser sul LungoPo e targhe per le barche a motore

CREMONA - Piano sicurezza sul Po: dopo l’incidente di mercoledì, quando un motoscafo ha fatto ribaltare una barca alla veneta e fatto volare nel fiume il vogatore e campione d’Italia Filippo Moglia, Polizia locale e Aipo stanno mettendo a punto un piano per evitare incidenti e far convivere senza attriti chi sul fiume va in barca a motore e chi invece preferisce vogare. Un rapporto non sempre facile: ogni stagione remiera e motoristica è segnata da episodi che non sfociano in risse perché occorrerebbe fare un abbordaggio, ma volano parole grosse, a volte anche i remi. Nei giorni scorsi il Comando della Polizia locale aveva già emesso un’ordinanza con la quale si indicavano le velocità e le modalità per i natanti a motore ma, dopo quanto accaduto l’altro ieri, vi saranno alcune importanti integrazioni, come la riduzione ulteriore dei nodi. Inoltre, ci saranno più controlli, possibilmente dal fiume e con una barca apposita. E c’è chi parla addirittura di possibili telelaser sul LungoPo Europa, per verificare la velocità e individuare le targhe per tutte le barche a motore. Mentre l’Aipo si conferma «sempre disponibile a collaborare con tutti gli enti e le istituzioni che si occupano dei fiumi e in particolare del fiume Po».


Una questione che l’incidente di mercoledì ha messo in evidenza e riguarda tutti gli operatori del fiume; non solo, come si potrebbe pensare a caldo, le associazioni motonautiche cittadine per eccellenza, Mac e Cmc. Ci sono infatti altre associazioni di privati che hanno zattere di ormeggio, l’Asvea e la Bodinco, ad esempio, e anche le società canottieri garantiscono ai soci posti per barche a motore. Inoltre, tanti natanti, soprattutto da pesca, arrivano da fuori provincia, mimetizzati e bardati come incrociatori da battaglia, che sfrecciano a tutta velocità di fronte alle canottieri e non si curano per nulla di chi va a remi. Non tutte, naturalmente. Di sicuro mercoledì scorso, subito dopo l’incidente accaduto a Moglia, il comandante della Municipale, Pier Luigi Sforza (lui stesso provetto vogatore alla veneta e proprietario di barca a motore) si è recato sul Po per verificare alcune circostanze e studiare come intervenire per evitare prima di tutto incidenti, cercando di armonizzare la convivenza tra il remo e il motore. Sforza, infatti, ha verificato le varie velocità e le conseguenze dello spostamento di acqua che si possono avere sulle rive o sulle altre imbarcazioni. Molto probabilmente il limite dei 10 nodi, vale a dire 18 chilometri all’ora, previsto su tutto il Po cremonese, dalla foce Riglio fino alla Capannina, verrà ridotto. Le maggiori novità però, a prescindere dalla velocità, saranno introdotte soprattutto quando i due natanti si incontrano.

Ecco alcune linee guida che molto probabilmente saranno contenute nella nuova ordinanza: se un motoscafo ha la rotta libera potrà mantenere la velocità da crociera stabilita dal limite, nel momento in cui incontra un natante a remi, a seconda della distanza, dovrà ulteriormente rallentare per non provocare nessuna onda. Inoltre, dove sarà possibile, i due natanti dovranno stare lontano. Il Po però non è l’oceano e gli incontri non si potranno evitare, dunque dovrà sempre valere che il natante più grosso o potente dovrà rispettare il più piccolo. «Sono perfettamente d’accordo con le misure che si andranno a prendere – afferma Stefano Corbani, presidente della Mac –: questi episodi vanno evitati assolutamente, così come alcuni atteggiamenti. Per quanto riguarda la mia società, posso dire con sicurezza che i nostri soci hanno un’alta cultura del fiume e sanno cosa significa andare a remi, per cui sanno navigare sul Po. Comunque, io stesso farò una comunicazione ai nostri iscritti dove si raccomandano le linee da seguire». Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Azzali, presidente della Cmc, che propone alcune disposizioni che sicuramente faranno discutere. «Sono assolutamente d’accordo sulle disposizione che potranno evitare incidenti e attriti tra remi e motori. So benissimo cosa vuol dire mettere in difficoltà un vogatore, non è una cosa che fa onore a un navigante. Ma a prescindere dalla buona volontà, credo che basterebbero un paio di accorgimenti per chiudere la faccenda: targhe per tutte le barche a motore, come avviene a Venezia, e telelaser sul Po. Tutte le barche così sarebbero individuabili e passibili di multe e denunce, vedremo poi cosa fanno questi fenomeni del fiume». Non ha dubbi Mario Pedrini, presidente della società motoristica Asvea: «È ora di finirla con questi signori che sfrecciano di fronte alla nostre zattere provocando onde e danni alle barche ormeggiate, o che fanno il zig zag tra canoe, iole e venete, ben venga ogni restrizione ai limiti di velocità e ai comportamenti scorretti sul nostro Grande Fiume».

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