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CREMONA. SUL PO

Barca «razzo». E l’onda lo travolge

Paura per un rematore della Bissolati: la sua veneta in scia si capovolge per il rollio. Ferito ma salvo

06 Maggio 2021 - 08:08

Barca «razzo». E l’onda lo travolge

CREMONA - Si è rischiato grosso, ieri pomeriggio sul Po: una barca a motore, che viaggiava a tutta velocità, ha fatto ribaltare una veneta (imbarcazione a remi), che è incappata nelle onde di scia, e il vogatore è finito in acqua, sbattendo il gomito destro contro lo scafo e riportando una botta e qualche escoriazione. Ma sono stati attimi di paura: il rematore non era stato visto riemergere e i testimoni oculari hanno iniziato a urlare temendo il peggio. Poi il socio Bissolati è riemerso e ha raggiunto la zattera di attracco a nuoto. Quanto accaduto ieri è quasi un epilogo di quanto succede sul fiume a ogni riapertura di stagione estiva: le imbarcazioni a motore contro quelle a remi, e spesso si è sfiorata la «rissa». E non solo: quando le barche navigano a velocità di fronte alle canottieri le barche ormeggiate iniziano un rollio che spesso le porta a incastrarsi sotto le zattere di attracco, controcorrente, con il rischio di affondare.

L’ultimo episodio è storia di ieri poco prima delle 15. Filippo Moglia, vogatore alla veneta della Bissolati, campione italiano e provinciale, stazza e fisico notevole, difficile da sbalzare, molla gli ormeggi dalla sua società canottieri. Con poche vogate raggiunge il centro del fiume, ottime le condizioni per remare in piedi, poca corrente, niente vento e giornata chiara. Il Po sembra deserto, solo sulle rive iniziano a vedersi le maglie colorate dei ragazzi del canottaggio.
I testimoni notano un motoscafo che naviga ad alta velocità proveniente da sud, transita sotto il ponte del Po e sembra non vedere la barca di Moglia, gli passa a pochi metri sollevando un’onda che investe l’imbarcazione ribaltandola e sbalza in acqua il rematore.

E' come se un vento mi avesse investito, i remi mi sono volati dalle mani e mi sono sentito catapultare nel Po

Ancora scosso per l’accaduto, Filippo Moglia spiega: «È successo tutto in pochi attimi: stavo vogando quando ho sentito il motore di una barca, poi è come se un vento mi avesse investito, i remi mi sono volati dalle mani e mi sono sentito catapultare nel Po. Di fatto, non mi sono accorto di nulla: ero come tramortito, ho capito cosa era successo solo quando mi sono trovato immerso e ho visto la mia barca che si allontanava capovolta». Le conseguenze: «Mi sono fatto male al braccio, ma pazienza, passerà — spiega Moglia, che mostra serenità ma rilancia il suo invito a potenziare la sicurezza sul Grande Fiume —. Occorre trovare una soluzione a questo problema: oggi è andata bene, ma prima poi ci scappa l’incidente più grave. Intanto, per il momento, alla beffa posso aggiungere il danno, visto che in acqua è finito anche il mio cellulare nuovo di zecca. Ed è un danno da 1.000 euro».

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