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CREMONA. ESTATE AL PARCO/2

Cremona, sacche di degrado nel regno del basket

Al Sartori, in via Dei Classici, melting pot di frequentatori. Nodo sicurezza

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

08 Luglio 2019 - 09:17

Sacche di degrado nel regno del basket

Il campo da basket del parco Sartori è un vero polo di attrazione e passione per lo sport

CREMONA (8 luglio 2019) - La palla a spicchi rimbalza continuamente sui campetti di via dei Classici, nel cuore del parco Igino Sartori. Qui, nel luogo cult dello street basket cremonese, teatro del Memorial Telli, appassionati di diverse nazionalità confluiscono a gruppetti o anche da soli mentre l’ennesima giornata estiva rotola lenta verso il tramonto: appoggiano la bici alle panchine e iniziano a giocare. Due contro due, tre contro tre. Così nascono sfide infinite all’ultimo canestro, capaci di allungarsi anche fino a tarda serata, mentre lo spazio che circonda i campi da basket chiede più manutenzione e più pulizia. E in alcuni dei suoi angoli, anche maggiore sicurezza: «La frequentazione non è sempre raccomandabile».
E’ questa la prima fotografia di parco Sartori, seconda tappa dopo i giardini di piazza Roma del viaggio del quotidiano La Provincia nelle aree verdi della città. Quello di via dei Classici è uno spazio aperto al melting pot nel quale Cremona si scopre sempre più eterogenea: i due playground di cemento per il basket sono l’epicentro della socialità e degli incontri, mentre il vecchio campo da calcio è abbandonato e invaso dalle erbacce. Un parco vissuto e apprezzato nella quotidianità più da chi Cremona l’ha scoperta arrivando da lontano (anziani dal Meridione e dell’Est Europa, ma anche sudamericani, africani e asiatici), mentre i residenti vedono soprattutto criticità.
Non a caso, il viaggio nel parco inizia con Daniel Olivier, 52enne brasiliano appassionato di basket che si è trasferito a Cremona da una ventina di giorni e ogni sera arriva qui per la partita. E’ accompagnato da un amico cremonese, Franco Fiamenghi, che assiste al match all’ombra, dalla sella della bici. Daniel, dallo stato di Sao Paulo, trova due diciannovenni sportivi, Filippo Salti e Lorenzo Antoldi. Al match si aggrega presto anche Stefano. Due strette di mano e via, mentre i cestisti confessano: «E’ il luogo ideale per fare due canestri alla sera, dopo il lavoro o lo studio. Ma per valorizzare al massimo questo parco servirebbero più piante per ombreggiare i campetti e soprattutto dei servizi igenici funzionati. Perché i bagni là in fondo sono fuori servizio da tempo».
I wc chiusi e in degrado sono una problematica riscontrata anche in piazza Roma. Poi Fiamenghi continua: «Noi cremonesi dovremmo riscoprire il piacere di giocare e condividere questo spazi. Invece qui vedo in maggioranza stranieri: gli indiani si trovano per giocare a cricket, asiatici e africani sui playground».
In quel momento transita Aldo Zunnui, un residente frequentatore del parco a spasso con il cane, che non risparmia stilettate piene di critiche: «E’ un posto sicuro, ma le problematiche sono tante. Gli anziani si lamentano per la mancanza di panchine all’ombra al mattino. Le partite di basket che si prolungano fino a mezzanotte disturbano noi residenti. Non mancano nemmeno gli episodi di vandalismo o di maleducazione, da chi fa i bisogni a chi si ubriaca. E in certi momenti, tipo venerdì o sabato sera, servirebbe più sorveglianza: arrivano gruppetti di ragazzini, bevono e lasciano il parco disseminato di bottiglie rotte».
Anche Vittorio Viadana chiede più attenzione per le condizioni del parco: «Servirebbe più pulizia e più educazione da parte di chi lo frequenta. A partire dai giocatori di basket che a volte fanno rimbalzare la palla fino a tardi. E vedo diverse piante un deboli: c’è il rischio che cadano».
L’ultima volta che è successo, l’albero è franato su una panchina che è rimasta rotta: mai riparata.
Su un’altra panchina, invece, sorride Jorgelina Gerevini: argentina, si divide tra Rosario e Cremona da quando è tornata per conoscere le radici della sua famiglia, a Casalbuttano. Ogni sera Jorgelina passa da parco Sartori dove trova per due chiacchiere i coniugi Petrella, Silvio e Maria, due anziani del Molise che hanno raggiunto i figli da Teramo. Con loro c’è un altro amico, Alfredo Gardani.
«In Argentina abbiamo meno spazi verdi curati — racconta Jorgelina —. Vedo una città molto attenta ai giardini. Le mie giornate estive, qui a Cremona, scorrono tra i parchi, tutti puliti e sicuri: dalla zona Po a piazza Roma fino al parco Sartori».
Il luogo dello street basket e dei residenti critici. Uno spazio di sport e relax straordinario, immaginate se fosse più pulito e curato. (continua)

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[ESTATE AL PARCO/1. PIAZZA ROMA]

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