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LA STORIA DEL GRANDE CAMPIONE

Vialli, quelle sfide nel cortile e le partite a Cristo Re

Mondoni: «Aveva iniziato con il mini basket, poi dominò il torneo di calcio e sparì. Lui e Frittoli tiravano bordate contro i box, finché un giorno la nonna disse basta»

Ivan Ghigi

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ighigi@laprovinciacr.it

17 Dicembre 2021 - 13:44

Vialli, quelle sfide nel cortile e le partite a Cristo Re

Gianluca Vialli e Maurizio Mondoni

CREMONA - Gianluca Vialli ha percorso la carriera straordinaria che tutti conoscono. Il fratello Maffo, invece, ha calcato i campi della provincia nelle squadre dilettanti. Entrambi, però, avevano iniziato con il basket. Lo ha ricordato ieri Maurizio Mondoni, una vita trascorsa ad insegnare questo sport ai ragazzi, durante la presentazione show del libro 'Gianluca gonfia la rete' di Matteo Bonetti.

IL TORNEO DI BASKET VINTO ALLA BALDESIO

«Gianluca — ha raccontato Mondoni — cominciò a giocare a mini basket e vinse un torneo alla Baldesio sul famoso campo in terra rossa. Ho avuto i due fratelli Vialli e poi anche la sorella. Luca cominciò col mini basket, ma come tutti i ragazzi praticava anche il calcio. In via Toti, lui e Fabrizio Frittoli, poi suo compagno di squadra nelle giovanili della Cremonese e oggi medico sociale della Vanoli, tiravano pallonate gigantesche contro le porte dei garage. Un giorno la nonna di Frittoli non ne poteva più e vietò fino alle 17 il calcio in cortile ‘perché si doveva riposare’. È andata a finire che Gianluca vinse il torneo di mini basket, poi sparì improvvisamente perché al torneo di calcio di Cristo Re organizzato da don Angelo segnò una montagna di gol e forse intuì quale sarebbe stato il suo sport preferito. Gli albori della famiglia Vialli sono stati ‘baskettari’».

«Io definirei Cristo Re la culla dell’umanità perché quel quartiere è patria di campioni — ha sentenziato Bonetti —. Ha avuto la fortuna di avere Vialli, lo stesso Mondoni e da poco ha celebrato l’oro olimpico di Valentina Rodini. Io ho sempre seguito Vialli, andavo a Marassi e il coro che abbiamo sentito all’inizio l’ho ascoltato tante volte. Oggi ho tre figli che si sono appassionati anche loro per Gianluca, il più grande campione di sempre. Con loro abbiamo fatto in quasi tre anni un lavoro impegnativo e Gianluca mi ha sopportato almeno un paio di anni con tutte le cose che gli ho mandato. Io spero vivamente che tutti quelli che leggeranno il libro capiranno quanto grande sia stata la carriera di Vialli».

CRESCIUTO NEL QUARTIERE PO

«La mia infanzia è stata bella. Io sono convinto sostenitore della teoria che la pratica sia indispensabile al di là del talento. Sono cresciuto nel quartiere Po e giocavo in cortile, ma era facile raggiungere l’oratorio dove c’era don Angelo - ha ricordato Gianluca Vialli -. Avevo la possibilità di spostarmi perché ci sentivamo sicuri e protetti, non eravamo distratti o attratti dalla Play Station e in televisione c’erano solo due canali. Le mie estati poi erano quelle trascorse a Grumello, dove passavo le stagioni al San Bartolomeo. Infine arrivò la Cremonese. Anzi, mi piacerebbe ricordare la recente scomparsa di Cistriani, mancato due settimane fa, che fu il mio primo allenatore al Pizzighettone. Se ho sfruttato il mio potenziale è grazie ai grandi maestri che ho avuto. Spero di non dimenticare nessuno. ma sono cresciuto con Babo Nolli, Settembrino, Mondonico e Vicenzi che mi ha fatto esordire in prima squadra. Ho conosciuto grandi dirigenti come Domenico Luzzara: ho avuto la fortuna di avere accanto persone che mi hanno fatto crescere come uomo e calciatore continuando a studiare. E Cremona... è una città perfetta».

La diretta con Gianluca Vialli collegato dalla sua abitazione londinese

CREMONESE, UN GRANDE AMORE

A Gianluca la regia ha mostrato l’immagine della rovesciata effettuata allo «Zini» contro la Cremonese. «Il mio cuore batte per la Cremonese ancora oggi. A 6 anni ho visto la mia prima partita: era Cremonese-Pergolettese. Seguo le vicende della squadra grigiorossa ancora oggi e non perdo una gara da tanti mesi. anzi, approfitto per salutare Fabio Pecchia e Paolo Armenia che sono amici e mi complimento con loro per ciò che stanno facendo. La Cremonese mi piace, ha tanti ragazzi che stimo e ammiro e dietro la società c’è una persona come Giovanni Arvedi che, come dico sempre, dovrebbe essere riconosciuto come patrimonio nazionale. Io mi auguro che gli sforzi possano essere ripagati con la promozione in serie A, se non quest’anno spero che sia l’anno venturo, perché la squadra sta facendo davvero bene».

AI GRIGIOROSSI HO SEMPRE FATTO GOL

L’amore è senza confini. Eppure quando vedeva grigiorosso Vialli segnava spesso: «Vero - ha ammesso -: contro la Cremonese ho sempre fatto gol, sia con la maglia della Juve sia con quella della Sampdoria. Non so perché. E ho sempre esultato, perché in quel momento sposavo un’altra causa. Una volta allo Zini finì 3-3. Lippi mi aveva sostituito a pochi minuti dalla fine: andai nello spogliatoio, mi cambiai velocemente e abbandonai lo stadio. Fui poco professionale, perché avevo perso la testa e stavo già andando a casa. Mi spiegai con Lippi solo il martedì. E chiesi scusa a tutti».

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