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Lettere al Direttore del 25 Marzo

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

27 Marzo 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 21 Marzo

Sulla fusione A2A e Lgh
Una scelta giusta. I risultati si vedono
Signor direttore,
quando si ha poco da dire è normale scadere in inutili provocazioni pur di apparire. In questi giorni si sono susseguiti interventi di autorevolissimi e competenti esponenti della destra sulla vicenda di Lgh/A2A. C’è chi, forse orfano di qualche posizione, denuncia un complotto mentre altri millantano sanzioni alla città e ai suoi cittadini.
Tutto questo è falso e anzi ci permette ancora con più forza di ripercorrere la vicenda con rigore e onestà intellettuale, parole che queste persone hanno forse dimenticato. Nel luglio del 2017 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato dà il suo via libera, con prescrizioni, a cui si è dato corso, per l’operazione votata nel 2015.
Operazione che ha permesso di rilanciare l’azienda, salvaguardare i posti di lavoro sulla città e sul territorio e risanare il bilancio di Aem. I risultati stanno arrivando e per la prima volta dopo tempo inizieremo a percepire degli utili da investire sulla città. Si tratta di una decisione politica per lo sviluppo e il lavoro. Sì, perché sono rimasti in città posti di lavoro che potevano andare altrove e si stanno aprendo nuove possibilità di occupazione. Oggi un’altra Autorità, l’Anac, dice che la procedura poteva essere differente in particolare privilegiando lo strumento della gara pubblica europea che necessariamente avrebbe aperto ad attori differenti, magari senza alcun legame con il territorio e senza alcun controllo pubblico. Un parere che rispettiamo ma che non fa venir meno la convinzione di aver scelto la soluzione migliore che porterà valore al territorio ed ai cittadini
Questa è la realtà dei fatti, altre sono le ricostruzioni di una politica rancorosa incapace di porre soluzioni alternative a problemi creati da loro stessi.
Oggi invece siamo nelle condizioni di offrire alla città e al territorio nuovi investimenti. Tutto questo grazie all’azione della giunta e di tutta la maggioranza che si è fatta carico di una situazione complicata e si è messa a risolvere i problemi. Questo il nostro impegno e la nostra responsabilità, gli altri possono dire altrettanto?
Rimaniamo a disposizione di ulteriori chiarimenti con tutta la documentazione utile per approfondire la vicenda, utilizzando la realtà dei fatti contro chi oggi specula senza responsabilità su cose che evidentemente non conosce.
Luca Burgazzi
(Consigliere comunale del Pd)

Libretto postale di risparmio
Più spese che interessi. Meglio il materasso
Caro direttore,
un’amica, delusa per gli eccessivi profitti richiesti dalla sua banca in cambio d’interessi risibili, mi ha consigliato di ritornare al vecchio libretto postale di risparmio. Ma, purtroppo, ho riscontrato che per l’anno 2017 ho percepito la somma di euro 1,50 ed ho pagato oltre 34 euro per l’imposta di bollo. Se questo è il risparmio sarebbe meglio che li mettessi sotto il materasso!
Lettera firmata
(Cremona)

Torture, america disonorata
Ma ha il coraggio di punire i colpevoli
Signor direttore,
pur nella ferma condanna per le inaudite sevizie ai danni di prigionieri di guerra iracheni compiute dalla soldataglia anglo-statunitense, sorge spontanea qualche riflessione. Nonostante la convenzione internazionale di Ginevra ne imponesse metodi umanitari, sono venuti alla luce retroscena sconvolgenti per i trattamenti inflitti già duemila anni fa, lo storico latino Curzio sentenziava: ‘Narurae iura bellum in contraria mutat’. Rivangassimo, coscientemente, nei precedenti conflitti italici (coloniali e non, compresi quelli civili) ci renderemmo conto di non esserci distinti, unicamente per atti di eroismo.
La sola differenza rimane quella che, mentre l’amministrazione americana, toccata da tanto disonore, ha provveduto al deferimento dei responsabili alla corte marziale per le pene più severe previste, i Paesi a regime totalitario e taluni altri che, come il nostro, si richiamano alle regole democratiche, si sarebbero, disinvoltamente, prestati ad insabbiarne gli accertamenti come già accaduto nella torbida vicenda di Ustica. Considerassimo, poi, le torture psicologiche avvenute in ambiti ben più civili e fra categorie maggiormente evolute, non vi potremmo ravvisare danni ancor peggiori quanto, maldestramente, occultati?
Massimo Rizzi
(Cremona)

Dopo le elezioni/1
Ora il centrodestra sfoderi gli attributi
Egregio direttore,
sono passate tre settimane dall’election day ma a tutt’oggi nulla di fatto, un mare di chiacchiere a destra e a manca ma niente di costruttivo, chi ha vinto le elezioni è stata la coalizione di centrodestra e quindi tale coalizione deve governare scegliendosi gli eventuali partner per poterlo fare, non si devono farsi dettare condizioni da altre forze politiche squilibrate quindi si deve creare una maggioranza con forze politiche equilibrate in modo da riuscire a formare un governo stabile e gestibile e non già ricatto, se ciò non si può fare è meglio ritornare al voto. Mi rivolgo a quei fanatici ciarlatani del M5S ai quali voglio ricordare che essere il primo partito non significa avere vinto le elezioni, quindi non si devono permettere di dettare condizioni dicendo che senza di loro non si può governare! Quindi invito i colleghi del centrodestra a sfoderare gli attributi ed in qualità di vincitori di trovare il modo di togliere di mezzo questi che non hanno capacità amministrativa né etica istituzionale. Ne abbiamo l’esempio delle città che amministrano: Roma, Torino e Livorno sono nel panico totale! Dopo avere sopportato per anni quei tromboni stonati del Pd, mi trovo davanti quegli strilloni da marciapiede del M5S con a capo quel sapientino forbito di Di Maio e di Grillo in qualità di guru che da bravo comico in politica fa il buffone! Non c’è da meravigliarsi basta vedere in quale parte dell’Italia il M5S ha preso i voti! (...).
Franco Nico Ranzenigo
(segretario Movimento politico patrioti d’Italia, Cremona)

Dopo le elezioni/2
Finalmente si cambia. Adesso via i privilegi
Gentile direttore,
da più parti ho sentito e letto: «votare è un diritto e dovere di ogni cittadino» ma, di rado, si è data risposta al problema, esaminandone le cause. La disamina più efficace la riscontro negli ultimi risultati elettorali. (...) Dagli ultimi risultati elettorali, finalmente, si è notato che la voce della gente comune è stata recepita da alcuni partiti. Questo, io, lo ritengo: ‘risveglio di coscienza politica’ volto a garantire inderogabili bisogni dell’elettorato. Ora occorre eliminare gli esosi privilegi dei parlamentari, come pure l’abolizione degli Enti inutili e la riduzione del numero dei parlamentari, rapportandolo alla media europea. Un governo viene eletto dai cittadini e ai cittadini occorre dare adeguate risposte.
arch.lobuglio@libero.it

La realtà è paranoica
Solo la fantasia potrà salvarci
Egregio direttore,
è un macello, direbbe qualcuno. La nostra esistenza è in preda ad una confusione a dir poco paranoica. Se ci concedessimo una tregua, una pausa di riflessione, lasciando libero sfogo, non più ai problemi quotidiani, magari facendoci prendere la mano dalla fantasia? La fantasia è una cosa meravigliosa. Tutto si può inventare usando la fantasia. Si può cambiare la nostra realtà, si possono nascondere i problemi, realizzare sogni ideali, accedere a luoghi impensabili. Fingere di non esistere, credere di poter contare, avere al fianco persone speciali che non faranno mai pesare la nostra personalità, le nostre gioie. Immaginarsi un altro mondo, un’altra vita, dove immergersi senza paura di perdersi. Creare alibi alle nostre paure, alle nostre incertezze, confondersi nell’estasi, sbucare da una nuvola, incidere nelle prese di posizione, anche quando sembrano inutili prese di posizione, liberi di scegliere, liberi di spaziare, liberi di sbagliare. O, meravigliosa fantasia, amica dei momenti bui!
Pietro Franchi
(Cremona)

Quanta droga a scuola
Anch’io spacciavo: camicie americane
Signor direttore,
come cambiano i tempi! Leggo tutti i giorni sui giornali che la marijuana e l’hascisc vengono venduti nelle scuole durante l’intervallo. Anch’io spacciavo della roba all’istituto d’arte Paolo Tocchi di Parma, ma si trattava di enormi cravatte americane dai disegni impossibili tipo un tramonto hawaiano o con code di pavone, comprate al mercato. Di droga non se ne parlava, né si sapeva cosa fosse. L’unica droga era quella saporita che si usava in cucina. Circolava allora un film: ‘L’uomo dal braccio d’oro’ interpretato da un formidabile Sinatra nella parte di un batterista jazz morfinomane che aveva terribili convulsioni d’astinenza, ma che ne uscì facendosi chiudere in casa dalla sua ragazza (Kim Novak). Noi ragazzi di allora ci chiedevamo cosa fosse questa ‘droga’. Di illecito allora c’erano solo le sigarette di contrabbando, per fortuna! Ma a quei tempi di soldi ce n’erano pochi per quel genere di mercato che però circolava già nell’ambiente cinematografico quando si seppe che Walter Chiari e Lelio Luttazzi e chissà quanti altri ne facevano uso. Chissà forse anche noi, se ci fosse stata in circolazione, quante scempiaggini avremmo commesso pur di averla.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Lasciati al mercato di Cremona
Sacchetti con golfini dimenticati: li ho io
Gentile direttore,
questa mattina (sabato 24) due sacchetti contenenti dei golfini e una maglia sono stati dimenticati al mercato presso uno dei verdurieri davanti alla Loggia di Militi. Poiché il verduriere ha collocato i sacchetti della mia spesa accanto a questi, inavvertitamente li ho presi e portati a casa; solo allora mi sono accorto di ciò che era successo. La persona che ha dimenticato quei sacchetti può contattarmi al 3392948402.
Rodobaldo Tibaldi
(Cremona)

Galanteria per Annelise Kappler
Ha solo aiutato la fuga del suo uomo
Signor direttore,
un po’ di galanteria, prego, per Annelise Kappler, moglie del più famoso Herbert, responsabile della Strage delle Fosse Ardeatine/24 marzo 1944. Lei, cos’ha fatto? Nella notte 14/15 agosto 1977, nascosto in una valigia, dall’ospedale militare del Celio ha portato in Germania il marito. Riconosciamo, ad Annelise, coraggio e determinazione, doti spesso presenti nell’agire femminile.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)
RISPOSTA Ma con quale criterio lei giudica le persone? La signora in questione è stata complice di un condannato come responsabile della strage delle Fosse Ardeatine. Un crimine contro l’umanità. Non so se mi spiego.

A forza nuova di Cremona
Basta: è finita la campagna elettorale
Egregio direttore,
in merito alla lettera a firma Forza Nuova Cremona, del giorno 22.03.18, vorrei far notare lorsignori che la campagna elettorale è finita. Perciò è inutile continuare a far propaganda su temi sterili che non esistono, come da loro scritto «ridateci la festa del papà». Se leggessero il nostro giornale si accorgerebbero che in questi giorni è pieno di reportage da quasi tutti i paesi della nostra provincia, sulla festa dei papà.
Nello Sesso
(Gallignano)

Risposta a un altro lettore
Contro i meridionali fatti, non pregiudizi
Signor direttore,
e dove abita, ora, questo signore? Sto parlando di Alessandro Mezzano nato a Torino e figlio di piemontesi (di cui dubito molto). Può darsi che sia anche vero che è nato a Torino ed è figlio di torinesi, magari trapiantati. Altrimenti non si spiegherebbe l’astio ingiustificato di questo signore, anacronistico, oramai. Sono finiti i tempi in cui apparivano cartelli con la scritta «non si affitta a meridionali». Penso che ai giorni nostri questi stereotipi non esistano più, ma dare la colpa allo stato dell’esistenza della mafia, questo è tipicamente un gergo meridionale, anzi mafioso. Per poi constatare che in certi quartieri, specialmente a Napoli o Palermo (per citarne alcuni) la polizia non può entrare perché ha l’intera popolazione contro. La sua lettera è oltremodo un pensiero prevenuto verso un popolo, quello del nord, che ha sempre combattuto la criminalità, specialmente quella organizzata.
I furbetti del cartellino esistono, questo è vero, al nord, centro, sud ed isole, con la differenza che al nord vengono scoperti prima. Anzi, vengono scoperti. Poi, bisognerebbe spiegare a questo signore che chi è andato in pensione con 15 (e non quattordici) anni, sei mesi ed un giorno, lo ha fatto legalmente perché la legge lo permetteva questo (erano le famose ‘conquiste sindacali’ degli anni Ottanta), contrariamente alle numerose pensioni di invalidità, fasulle, che hanno prolificato e continuano a farlo al sud. Per non parlare, poi, del terribile terremoto che ha devastato l’Irpinia negli anni Ottanta, la cui ricostruzione è costata agli italiani enormi capitali che hanno arricchito imprenditori senza scrupoli, guarda caso legati alla camorra ed alla ’ndrangheta. E chi era all’epoca ministro degli interni? Ciriaco De Mita.
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Quando cento pagine?
24 marzo, giornale mai così ricco
Caro direttore,
leggo La Provincia da almeno 85 anni (ora ne ho 91!) ma non ricordo di aver sfogliato un numero così ‘corposo’ come oggi 24 marzo 2018! 56 pagine, dense di notizie: sembra di leggere un libro! Complimenti! Se avrò la fortuna di ‘resistere’ penso che un bel giorno arriveremo ad un centinaio di pagine! Coraggio: io non ho troppo tempo: la mia attesa non può essere che breve! Auguri e molti cordiali saluti a lei e ai suoi validi collaboratori.
Gaetano Antonioli
(Cremona)

Il neolaureato ha ragione
Delusi dall’Italia. Viva la Danimarca
Caro direttore,
ho apprezzato la sua scelta di pubblicare la lettera scritta dal signor Bruno Tanturli. Condivido il pensiero del giovane laureato che vive in un contesto sociale a lui avverso.
Capisco le critiche di chi vive in un’Italia che delude le aspettative dei cittadini. È comprensibile, anche se spiacevole, capire la delusione di un giovane italiano che sogna un futuro migliore in una nazione straniera che si chiama Danimarca. Io non sono esterofilo perché mi sento italiano con la I maiuscola. Ma un paese come la Danimarca avendo avuto il piacere di esserci stato è veramente consigliabile a tutti.
Enrico Bacchini
(Cremona)


Che grancassa per la nuova conca sul po. Vedremo tra un anno quante navi sono passate

Signor direttore,
c’è qualcosa di nuovo nell’aria oggi a Monticelli, anzi qualcosa di antico. Tutto è cominciato all’alba, o forse anche prima: tanti operai, in giubbetto rosso, al lavoro sulla ex Statale ora provinciale, hanno coscienziosamente tappato con tanto di badile le buche. Altri asfaltavano per la seconda o terza volta, considerando i precedenti rattoppi, la famosa o famigerata, strada sull’argine. Ma cosa succederà domani a Monticelli? Arriva il Giro? La Mille Miglia? Passerà addirittura il Duce? Visto che a Roma è quanto meno cinematograficamente tornato! Ma no! Di più, molto di più! Si inaugura la nuova conca sul Po costata decine di milioni di euro! E poi che meraviglia, una grande candida nave ormeggiata proprio davanti alla inauguranda conca, si staglia sullo sfondo del Po e fa immaginare buffet e rinfreschi principeschi, alcuni alberi, ben scapitozzolati a dimostrazione di ordine e pulizia, conducono alla centrale idroelettrica. Immagino le folle plaudenti di domani, i notabili, le autorità civili, religiose e militari. Il sindaco di Monticelli invece saggiamente ha deciso di non partecipare. Nemmeno io l’ho fatto. Le chiederei oggi a fine del discorso, caro direttore, quanto segue: sentiamoci fra un anno, e mi comunichi se potrà il tonnellaggio di merci navi e quant’altro sarà passato nella conca.
Marco Pettorelli
(Monticelli)

Ne parlo con...

Recupero del ticket sanitario
Male informata all’asl, adesso devo pagare
Signor direttore,
in questi giorni a me e, da quel che ho visto, a molte altre persone è arrivata a casa una busta verde dell’Asl riguardante un recupero ticket sanitario relativo all’anno 2014. Purtroppo noi comuni cittadini siamo obbligati a fidarci degli enti pubblici e dei loro dipendenti ma spesso e volentieri le informazioni che vengono rilasciate sono errate perché chi è allo sportello non sempre sa bene di cosa parla. Ripeto il purtroppo perché questi errori poi vengono pagati sempre da noi!
Nel 2014 mi sono rivolta all’Asl di Cremona spiegando la mia situazione con tanto di documentazione (lavoratrice part time e nello stato di famiglia da sola) e chiedendo se per caso avevo diritto a qualche tipo di esenzione a livello sanitario.
La persona con cui ho parlato all'epoca mi ha proposto e successivamente fatto le pratiche per l’esenzione E02 in quanto il mio reddito annuo risultava inferiore a una determinata cifra (8.000 euro per la precisione).
Detto questo, mi sono presentata all’Asl per chiedere chiarimenti in merito alla lettera ricevuta e mi viene spiegato che quel tipo di esenzione in realtà spettava solo a persone disoccupate e che quindi devo rendere i soldi dei ticket . Adesso lavoro e se devo pagare pago però chiedo una cosa: possibile che sono risultati così tanti utenti che non avevano diritto a un’esenzione e casualmente tutti nello stesso anno? E’ giusto che dobbiamo rimetterci noi cittadini nonostante la colpa sia di una o più persone che non sono state in grado di fare il loro lavoro?
Nella suddetta lettera oltre tutto viene specificato che se non si salda il ‘debito’ entro il 31-03-2018 si passa automaticamente nel penale. Chi ha sbagliato non pagherà mai i i suoi errori, ma io cittadino onesto rischio di avere delle ripercussioni a livello penale? Non esiste! Specifichiamo anche che una lettera datata 07-02-2018 e con scadenza 31-03-2018 è arrivata a destinazione il 14-03-2018 quindi anche per questo stendiamo un velo pietoso! Detto questo sarebbe meglio fare una formazione uguale a tutto il personale che deve interfacciarsi con il pubblico per evitare ulteriori problemi di questo tipo.
India Gotti
(Cremona)

IL CASO
FACEVAMO GITE SCOLASTICHE SULLA NEVE CHIEDENDO AIUTO AGLI ABBIENTI DEL PAESE

Caro direttore,
ho letto e riletto la lettera che il 22 marzo è stata pubblicata come ‘La polemica’ nella pagina di Spazio aperto. Sono stata direttrice didattica (allora si chiamava così), per vent’anni tra il 1960-’70, nel Circolo di Pandino, abbinato ad anni alterni, quasi sempre a quello di Rivolta d’Adda, spesso privo di titolare e ho organizzato negli ultimi quattro anni di servizio le ‘Classi della neve’ alla Mendola, per due anni a Pejo e a Schilpario, ma la clausola più importante, quando lo comunicavo nelle scuole, era sempre: «...con la presenza della scolaresca al completo, tranne gli eventuali pareri negativi del medico». E per provvedere alla somma totale mi rivolgevo agli abbienti del paese e alle istituzioni e ho sempre provveduto a coprire tutte le spese per chi non poteva farlo. Ma vorrei segnalare ciò che mi dichiarò per iscritto una maestra, Linuccia Bini, ora scomparsa, che aveva ‘assorbito’, nella sua classe quell’anno, 5 alunni della soppressa - classe differenziale: «Senza di loro non parto!». E al ritorno mi scrive: «Quando guardo i miei cinque ragazzi così felici, mi commuovo. Ho fatto bene a portarli, non avrebbero mai sognato di vivere una esperienza così’!».
Ora sono altri tempi. Tante cose nella nostra vita sono cambiate. Ho 97 anni e mi pare di vivere in un altro mondo. Ma i maestri, mi creda direttore, hanno ancora lo stesso cuore!
Marmilia Gatti Galasi
(Pandino)

Signor direttore,
le sottopongo una lettera in risposta alla polemica sollevata pochi giorni fa dal signor Modesti. Egregio signor Modesti, Mi qualifico subito come genitore di alunno che ha partecipato alla settimana bianca organizzata dalla scuola media pubblica. Anch’io sono giurassica come lei: ho fatto le scuole elementari (non ancora primarie) dove ho imparato le poesie a memoria, andavo a scuola a piedi con la mia migliore amica e la mia mamma non ha mai fatto i compiti con me. Nessuno mi ha mai fatto la cartella (eh, sí, gli zaini non esistevano ancora). Ho persino fatto l’esame di seconda elementare, ricorda? L’autonomia me la sono guadagnata da sola, come lei. Ma i tempi cambiano e noi con loro. Nel mio percorso scolastico ho poi avuto la meravigliosa opportunità di vincere una borsa di studio che mi ha permesso di frequentare un anno scolastico all’estero dal quale ho tratto insegnamenti che in nessun libro avevo trovato prima. La scuola non si esaurisce sui banchi. Forte delle mie esperienze, sto cercando di trasmettere ai miei figli il valore dell’autonomia, fisica e intellettuale. Le confesso che ė faticoso perché presuppone la fiducia reciproca. C’è chi è disposto a farlo e chi, per comodità, delega l’onere alla società/scuola. Per completezza dell’informazione, la scuola in questione (a indirizzo sportivo) organizza anche una settimana al mare per dare l’opportunità a tutti di provare anche gli sport acquatici. Proprio ieri mio figlio è venuto a casa con l’avviso e mi ha detto che, oltre al suo, c’erano dei biglietti premio (...a detta sua) per i bambini più meritevoli. Su questi biglietti c’erano scritte le stesse cose di quello consegnato a mio figlio; un solo dettaglio era diverso: il costo. A mio figlio figuravano 290 euro, ​in quello premio € 60. Certo agli occhi di un ragazzino di 1​1 anni il ‘biglietto premio’ non richiama immagini di discordanza sociale, ma semplicemente un momento di riconoscimento del merito personale. Era molto felice di sapere che qualche suo compagno si era meritato una vacanza. Non ė detto che si debba sempre spiegare la realtà dei fatti (cioè che alcuni compagni non si possono permettere una vacanza) con crudezza: a 11 anni c’è ancora un margine per la favola. Quanto a mio figlio (a cui non ho mai provato una lezione, nė mai fatto lo zaino durante i suoi 9 anni scolastici), interrogato sulla posizione geografica di Macugnaga, ha così risposto: è in Piemonte, provincia di Cusio-Ossola, al confine con la Svizzera, in una zona in cui parlano uno strano dialetto, il Valser. Ė un posto magnifico. Signor Modesti dovrebbe andarci.
Silvia Mancini
(Cremona)

RISPOSTA Vedo che l’argomento sta suscitando dibattito. Bene.

LA POLEMICA
Incontro sul ponte, zero notizie e molta demagogia
Signor direttore,
giovedì sera partecipando a Gussola alla riunione indetta dal Comitato Trenopontetangenziale, mi sono illusa di partecipare ad un incontro dove si sarebbero messi a confronto due diversi progetti di intervento di riparazione del ponte esistente, con un confronto tra i tecnici che hanno elaborato il progetto, incaricati dalla Provincia di Parma e la proposta alternativa degli ingegneri Vitiello e Gerevini. L’ingegneria è una scienza che si basa su calcoli e tecniche che non dovrebbero essere oggetto di opinioni bensì lo studio e la realizzazione delle tecniche con cui si applicano le enunciazioni teoriche e le norme di funzionamento di una disciplina, almeno così è quello che ho sempre creduto! Così non è stato perché l’assenza degli interlocutori della Provincia di Parma non ha consentito questo confronto.
La riunione è stata un’occasione ‘ghiotta’ per alcuni esponenti del M5S per una sfilata di presentazione per dimostrare che esistono e si stanno impegnando, ci hanno informato che sono andati al Mit a verificare che i 6 milioni di euro stanziati dal precedente Governo, grazie all’impegno in particolare del sottosegretario Pizzetti, sono già stati messi a disposizione della Provincia di Parma per finanziare le opere. Qualcuno aveva dubbi. Poi qualcuno è intervenuto dicendo che in questo Paese c’è un’emergenza che riguarda le opere di manutenzione delle infrastrutture e sono d’accordo, c’è solo un problema, che ha incolpato di questo disastro il governo a guida Pd, e qui non ci sto più perché questo si dimentica che questo Paese è stato messo in ginocchio da un ventennio di governo di centrodestra del quale è sostenitore ed esponente.
Ringrazio il Comitato Trenopontetangenziale che da quando c’è stata la chiusura del ponte si è attivato per fare informazione, sensibilizzare sul tema e per l’opera di controllo che sta svolgendo, come cittadini di questo territorio sono molto coinvolta dalle storie di disagio personale dei pendolari dei quali seguo quotidianamente le peripezie, continuerò a partecipare a questi incontri ed a seguire l’evoluzione della situazione perché la partita non finisce qui, ci sarà poi il tema della realizzazione del nuovo ponte, mi auguro con tanta partecipazione e poca speculazione politica.
L’altra sera avrei voluto intervenire per dire queste cose ma ero così amareggiata dall’andamento della serata che non l’ho fatto; ho sbagliato perché avrei dovuto sostenere chi era al tavolo della presidenza ed è stato oggetto di attacchi ingiustificati, è il momento dei populisti.
Orestilla Sogni
(sogni.cmg@gmail.com)

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