L'ANALISI
28 Febbraio 2026 - 19:14
CREMA - «Se avete molto caldo, prendete un ramoscello di follia e piantatelo negli occhi». «Attualmente non mi conosco, sono uno spirito senza misura». O ancora, «lo spazio della felicità è così vasto che può diventare incredibile».
Sono gli aforismi che Alda Merini dettava di buon’ora ad Alberto Casiraghi (artista, editore e fondatore della casa editrice Pulcinoelefante), quelli che meglio esprimono il suo estro creativo.
«Merini non era la matta dei navigli. Era una donna umana, in tutta la sua interezza» ha tenuto a precisare Simone Bandirali, amico fedele della poetessa, al pubblico che nel pomeriggio di ieri ha affollato la sala di Santa Maria di Porta Ripalta a Crema.
Merini è stata una delle protagoniste – insieme a Emily Dickinson e Wislawa Szymborska – dell'appuntamento organizzato dalla sezione cittadina di Aidm (Associazione nazionale donne medico) in collaborazione con il comune di Ripalta Cremasca e col patrocinio del Comune di Crema.
Le letture delle poesie e le testimonianze di Casiraghi e Bandirali si sono svolte in alternanza con la musica dell’orchestra Tempus Fugit, diretta dal maestro Emanuele Cristiani. Rosina Paletta, segretaria dell’associazione, ha curato le presentazioni, ribadendo il collegamento tra le donne della letteratura e l’attualità.
«Si parla moltissimo di violenza sul corpo, eppure poco si sente sulla manipolazione affettiva e psicologica. È un tema attuale, moderno e oggi necessario da affrontare più che mai».
Momento centrale del pomeriggio sono state le testimonianze di Casiraghi e Bandirali — entrambi amici intimi e a lungo frequentatori di Merini —, guidate dal direttore del quotidiano ‘La Provincia di Cremona e Crema’ Paolo Gualandris.
Pochi, pochissimi critici letterari compresero Merini e la sua poesia quando era ancora in vita. Uno di questi, come ha riportato alla memoria Bandirali, fu Pier Paolo Pasolini. «Pasolini, che l’aveva capita, diceva: ‘Di fronte a questa ragazza di 19 anni che scrive queste cose, dobbiamo solo fermarci e inchinarci davanti al mistero. Noi non possiamo dire chi sia questa ragazza e questa donna’».
Presente anche il sindaco di Ripalta Cremasca Aries Bonazza. «Questa manifestazione ha messo al centro la donna e il rispetto. Qual era il modo migliore di festeggiare la donna se non con la bellezza della poesia e della musica? Con la nostra manifestazione, vogliamo dare un cambio in campo culturale, gettare semi affinché il rispetto per la donna germogli e cresca veramente».
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